“Finalmente ho messo in disordine”- Simone Carta

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Girovagando sul social network Facebook, mi sono imbattuta in quella che fino ad oggi è tra le mie poesie preferite, scritte da un autore/blogger moderno.

Il titolo è “Son sicuro, io m’innamorerò”, autore il giovane Simone Carta. Cosi, mi ritrovo a navigare all’interno della sua pagina e trovo miliardi di poesie, post e un suo stato dove diceva: Per chi vuole una copia del mio libro, mi contatti. Non ci ho pensato due volte.

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Il giovane Carta, era già avvezzo alla scrittura da tempo. Difatti, scriveva i testi musicali per il suo vecchio gruppo e oggi invece mi ritrovo a leggere la sua raccolta di poesie. “Finalmente ho messo in disordine” apre una finestra sul mondo dello scrittore fatto di routine, di sentimenti e di impressioni. Molto, spesso, è difficile mettere nero su bianco ciò che proviamo davanti all’innamorato, un prato verde, una distesa di neve bianca ma invece, a Simone, sembra la cosa più naturale da fare.  Attraverso le sue parole ci descrive l’amore nelle sue varie sfaccettature:

  • La magia delle prime parole, dei primi sguardi, del primo appuntamento visto come la cosa più importante da rivivere in un ipotetica fine del mondo. “..potresti anche rifiutarmi ma fosse un sì, il tuo, sarebbe l’ultima cosa che chiederei di sentire prima di lasciare questo mondo collassare.”
  • Gli incontri furtivi in macchina, sull’autobus, in un letto, così improvvisi, magici, unici e irripetibili. “..di guardarci negli occhi e lasciar decidere ai nostri istinti..”
  • Lo smarrimento, la confusione, la paura di perdere la persona che si vuol accanto. “…se invece anche tu mi cercherai, ci verremo incontro e dimezzeremo i tempi”
  • Il vivere la quotidianità, svegliarsi la mattina insieme, pensare e progettare ad un futuro insieme. “se cento baci  ti dessi a mezzanotte ti farei capire che metà dell’opera mi sarebbe comunque stretta”

Facciamo un passo indietro e partiamo dal titolo del libro “Finalmente ho messo in disordine”. Quell’avverbio iniziale sta a significare la soddisfazione di un lavoro portato a termine con successo. Un esclamazione, utilizzata, dopo una lunga attesa ed in questo caso, l’attesa di vedere il proprio progetto realizzarsi. Successivamente, abbiamo la seconda parte importante “Ho messo in disordine”. Innanzitutto, si pone in risalto l’intenzionalità in prima persona del poeta <<ho messo>>, come se esclamasse:

“Ehi, sono stato IO a decidere un giorno di sedermi davanti ad un foglio bianco e trascrivere tutte le mie poesie e creare un libro. E’ tutto frutto del mio lavoro.”

Tuttavia, nella raccolta non segue il solito schema ordinario, bensì si affida al disordine, perché in fondo cosa c’è meglio del caos per spiegare i sentimenti? I sentimenti, le emozioni, le impressioni sono tutti stati di cose irrazionali, non possono seguire uno schema rigido, fisso, tendono a cambiare con il mutare del tempo, delle situazioni e delle persone. Rappresentativa del disordine è la sveglia raffigurata nella copertina, simbolo dell’orario prestabilito, dell’ordine ma qui raffigurata rotta. Quindi, i giochi si ribaltano.   In un certo senso, da la sensazione del tempo interrotto come se incontrare lo sguardo di un altro in mezzo ad una folla, in un bar possa far di colpo bloccare la temporalità.       Occhi negli occhi. Ci siete solo voi.

C’è da considerare che la poesia sin dagli albori è sempre stata considerata come il miglior mezzo per esprimere le passioni, basti pensare al filosofo Gorgia che ne affermava la forza dominatrice, poiché aveva la capacità di provocare turbamento a chi l’ascoltava. La poesia non è solo suggestione, creatività, fantasia, viene vista anche come un antidoto al dolore, per un attimo fa dimenticare i dispiaceri, nasconde la verità. I malesseri quotidiani vengono coperti da un fantomatico “velo di maya” che tende ad occultarli e ad accentuare l’attenzione sull’incanto del ritmo, del metro e della musica, elementi che caratterizzano la poesia.

“Ma se ogni tanto ti perdo è perché mi scordo di averti dentro.”

Consiglio vivamente a tutti la lettura di questo libro non soltanto per la bellezza delle poesie ma per il potere emotivo che posso scatenare in ognuno di noi. Descrivono fatti quotidiani e di conseguenza, tutti possiamo rispecchiarci in esse, meravigliandoci del processo di catarsi che si può attivare all’interno del nostro Io interiore.

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