“Un anno per un giorno”- Massimo Bisotti

“Darei un anno di vita per riavere un giorno insieme a te, un giorno in cui provare a spiegarti che, con la consapevolezza di oggi, cambierebbe tutto. Ti regalerei la paura più coraggiosa che ho, quella più mia”.

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Prima di iniziare la mia recensione vorrei raccontarvi l’aneddoto che mi ha portato ad acquistare questo libro. Dopo aver scoperto che Massimo Bisotti sarebbe venuto alla Feltrinelli di Catania, mi sono affrettata a comprare questo romanzo con le mie amiche, per presenziare alla presentazione del libro. Descrivere l’emozione che ho provato in quel momento a parole, è impensabile. Ero elettrizzata, di poter parlare anche solo per pochi istanti con colui che con i suoi libri mi aveva lasciato svariate ed indelebili emozioni. Un uomo comune ma nello stesso tempo come pochi, il quale attraverso le sue parole riesce a trasmettere la passione che mette in ogni romanzo, quanto di se stesso ci sia in queste pagine.

Ecco la dedica che mi fece sul libro (in più su richiesta a piè di pagina, la frase che mi colpì di più):

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Passando alla trama del libro, possiamo dire che tutto ruota apparentemente intorno a due personaggi, Alex e Greta. Lui, cantante di grande fama mondiale; lei, una ragazza, genuina e ancora troppo giovane per capire a pieno il mondo di lui. Vite diverse, una discreta differenza d’età ma ciò non toglie che al primo sguardo, si accorsero di appartenere l’uno all’altro. Come ho detto, all’inizio del paragrafo essi sono “apparentemente” i protagonisti del romanzo, poiché il vero protagonista è il tempo. Esso, fa la sua comparsa con la figura di Nirvana, una donna che scende a fermate diverse e regala un contenitore con delle bolle di sapone. Un giorno, incuriosito Alex ferma la donna e la tempesta di domande fino a quando ella gli regala questo contenitore, spiegandogli il suo significato. Ogni volta che Alex soffierà le bolle potrà tornare indietro e cambierà qualche evento del suo passato ma in cambiò dovrà donare un anno della sua vita. Un anno per un giorno. Così, iniziano i viaggi nel tempo di Alex per cambiare, riscrivere la sua storia con Greta, un amore non vissuto, pieno di occasioni mancate e rimpianti.

Questo libro si presenta come una chiara riflessione sull’importanza del tempo. Ogni istante che viviamo oggi, domani non ci sarà più. Ogni evento del nostro passato condiziona il nostro futuro. Tutti noi ad un certo punto della nostra vita abbiamo pensato: Se solo potessi tornare indietro, non rifarei questo, mi comporterei diversamente. Il problema è che non possediamo un magico contenitore pieno di bolle di sapone, siamo noi ad essere i capitani del nostro destino. Ogni qualvolta, siamo chiamati a prendere una decisione nella nostra testa si creano gli scenari più assurdi con finali alternativi. Un pò come i film Sliding Doors e Mr. Nobody, dove ci vengono mostrati due tipi di scenari completamente differenti, realtà e fantasia, sogno e apparenza. Ma la nostra vita non è un film o un videogioco del quale possiamo osservare la diversa gamma di finali.

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Come Alex e Greta, ognuno di noi ha avuto un amore non vissuto, l’immagine di questo lui/lei che ci tormenta. Il pensare che solo quella persona è quella che vogliamo al nostro fianco, vuoi per interessi comuni, vuoi per anime affini al primo sguardo. Alex, lo sentiva con tutto sé stesso che Greta era la donna della sua vita e gli sono bastati pochi istanti, pochi momenti insieme contornati da qualche bacio rubato, per non farlo smettere di lottare. Nonostante ciò non si può combattere contro il tempo, dobbiamo lasciare che scorri normalmente e sperare che se è destino, tutto ciò che il nostro cuore vuole si avvererà. Credo, fermamente nel filo rosso del destino, ogni individuo in questo mondo ha un anima gemella da incontrare, il problema è saperla riconoscere. Ma il vero lavoro viene dopo, bisogna saper lavorare giorno per giorno insieme per costruire il rapporto. Oggi, ci facciamo condizionare troppo dagli ostacoli esterni e tendiamo a non ascoltare il nostro cuore, viviamo controcuore e tutto ciò è sbagliamo. Dobbiamo seguire la via della felicità, avere la possibilità di urlare tutto ciò che sentiamo dentro, se no ne saremo divorati a poco a poco senza accorgercene. Bisogna dare la possibilità all’altro di aprirci il suo cuore.

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Con estrema dolcezza ed incanto, Bisotti descrive anche l’episodio del nonno, attinto dalla sua non possibilità di poter conoscere il suo. Questa vicenda mi ha commosso, perché è vero noi non possiamo modificare la storia degli altri. In un certo senso però, c’è il desiderio di avere la possibilità di voler avere quella persona nel proprio presente. Sarebbe piaciuto anche a me, oggi avere al mio fianco il mio nonno paterno, venuto a mancare quando avevo 4 anni ma non possiamo riscrivere il tempo. Un pensiero va sempre a te, che mi guardi da lassù, sperando di portare in memoria quei pochi ricordi che ci legano.

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“Sfonda questi muri e vieni a prendermi” rimane la più grande dichiarazione di sempre. Vuol dire, riuscire a vincere le proprie paure, i propri ostacoli e andare a riprendersi ciò per cui siamo destinati, colei/colui che ha lottato per aiutarvi a rompere queste barriere. Alex, fece una promessa a Greta: “Ti prometto che un giorno faremo volare insieme un palloncino”. Attendo anch’io che come nel quadro di Banksy, “Girl with ballons”, di far volare il mio palloncino con chi mi ha riservato il fato.

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Grazie Massimo, per aver scritto un altro romanzo pieno di te e di sentimenti veri. Questo romanzo sembra mi assomigli un pò o forse è la sensazione per il fatto di provare sensazioni simili. Questo libro parla di te, di me, di tutti noi, perchè in fondo tutti siamo il treno perso di qualcuno.

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8 risposte a "“Un anno per un giorno”- Massimo Bisotti"

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