“La sposa giovane”-Alessandro Baricco

“C’era una donna, che tanto ho amato. Aveva un modo bello di fare ogni cosa. Non c’è nessuno al mondo come lei”.

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“Sono la sposa giovane, dissi” con quest’imperativo si sancisce l’inizio della vicenda del nuovo romanzo di Baricco. Tutto inizia con l’arrivo della promessa sposa che arriva da lontano e che viene accolta all’interno di quest’aristocratica ed elegante famiglia. A primo impatto dalla descrizione che ne viene fatta mi ha richiamato alla memoria l’elegante e stramba famiglia del film “Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek (per chi non l’ha visto ne consiglio caldamente la visione), così attenta ai modi ma nello stesso così particolari. Sembrano delle entità metafisiche o divinità pagane, prive di quel senso morale che risulta per i miseri umani un pesante fardello. Il figlio non c’è, fa sentire la sua presenza tramite i vari doni che manda alla famiglia. Per tutto il romanzo i protagonisti verranno identificati in maniera generale: La sposa giovane, il Padre, la Madre non abbiamo nomi propri tranne per quanto riguarda il maggiordomo di nome Modesto. Sarà quest’ultimo a presentare alla giovane sposa le quattro regole della famiglia da osservare:

  1. Bisogna temere la notte
  2. L’infelicità non è gradita
  3. Vietato leggere libri
  4. Mai distogliere il Padre dalla sua pacatezza

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Per quanto riguarda il terzo punto, la Sposa giovane presenterà enormi riserve, poichè ella proviene da una famiglia umile e ha sempre cercato di istruirsi da sè; di conseguenza il divieto della lettura era per lei incomprensibile. “Non può fare del male a nessuno, è bellissimo, e io non vorrei rimanere in questa casa senza dire a qualcuno che lo leggo ogni giorno. Posso dirlo a lei?”, esordirà così un giorno parlando del suo desiderio di leggere con Modesto. Tuttavia, le sue passioni passeranno in secondo piano, quando entrerà in interazione con i vari membri della famiglia. Ogni parte del libro, difatti è dedicata alla conoscenza singola dei personaggi della famiglia e del rapporto che instaureranno con la giovane sposa. Lo zio agisce e delibera sotto l’effetto del sonno, il Padre, un uomo mite e fermo, dagli oscuri segreti, scende i giovedì in città. La Madre vive nell’aura della sua bellezza mitologica e della sua gran capacità di sedurre mentre la Figlia, storpia e inquieta combatte contro l’incubo della notte.

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All’inizio la Sposa giovane fa fatica a comprendere i vari membri, tuttavia con l’aiuto di Modesto riuscirà a comprendere come comportarsi.  Le varie scene sessuali presenti nel romanzo mi sono apparse inutili o gettate così senza un reale scopo, non le ho trovate necessarie all’economia della storia. Tuttavia, dopo una breve riflessione sono arrivata alla conclusione che tali scene, ossessioni siano state descritte per donare un’immagine completa dei vari atti. La scoperta del sesso della Sposa giovane viene vista come una preparazione al futuro rapporto carnale con il figlio. La Madre, la Figlia, Il Padre e lo stesso Zio dormiente non fanno altro che donare e raccontare le loro esperienze per “iniziare” la fanciulla alla vita sessuale e all’arte della seduzione. La scena con la Madre l’ho trovata alquanto scabrosa ma particolare. Un gioco di seduzione miscelato ad autentica voglia di affermare la propria supremazia e bellezza.

“Adesso porti le mani sulla fronte e raccogli tutti i capelli, con cura, più cura di quanta sarebbe necessaria, quindi getti la testa bene all’indietro e lasciando passare le mani sulla testa vai a stringerti i capelli all’altezza della nuca per farli cadere bene. Più li andrai a stringere in basso più la schiena si inarcherà e tu assumerai la posizione corretta”.

Ognuno ha il suo, come una matrioska. Tutti temono la morte e cercando di combatterla attraverso il “tenere in ordine il mondo” tramite un minuzioso cerimoniale di pratiche quotidiane. La gioia e l’eccitazione del giorno si mescolano all’inquietudine e ansia della notte. Particolare la figura dello Zio che si rivelerà fondamentale nella scelta finale della Sposa Giovane. Tutto il romanzo è concentrato nell’attesa dell’arrivo del Figlio, a cui io avrei dedicato maggior spazio. Anche se egli è solo un espediente, la vera protagonista è la sua famiglia. 

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La sposa giovane è il romanzo che sancisce il ritorno del Baricco di Castelli di rabbia e di Oceano Mare. Riesce a tracciare la trama in maniera sapiente e furba giocando a stimolare il desiderio dell’attesa nel lettore. Egli va alla ricerca dell’originalità che scade in alcuni tratti nel bizzarro ma mai nello scontato, riuscendo a passare con maestria dalla descrizione delle scene sessuali al male di vivere che invade i singoli personaggi. La neutralità delle cose ovvero l’indifferenza del mondo a tutti gli sforzi umani di lasciare il segno del proprio passaggio è la filosofia che sta alla base di tutto il romanzo. Alla fine Baricco si riconferma tra gli autori più originali che abbia mai letto, dallo stile unico nonostante l’intero romanzo non mi convinca del tutto. Credo vi sia il bisogno di una seconda lettura per cogliere tutte le sfumature.

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