“La camera azzurra-Georges Simenon

“Non si passa la vita a letto, in una camera vibrante di sole, abbandonandosi al furore di due corpi nudi.”

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La camera azzurra è il primo libro che leggo di Simenon e devo dire che non potevo scegliere libro migliore. La stessa copertina scelta dalla casa editrice Adelphi con il quadro di René Magritte, La prova del sonno, del 1926 è stata azzeccata, perché sembra racchiudere la figura di Andree, nuda sul letto in attesa. La storia ambientata in una provincia francese narra di una folle passione malinconica che ha come protagonisti Tony ed Andree, due ex compagni di scuola che si ritrovano dopo anni nella vecchia cittadina. Lei, sposata con Nicholas, anche lui compagno di classe ma di estrazione sociale differente da ella (affetto inoltre da crisi); lui, sposato ad una giovane donna di nome Giselle, bella e carina nei modi. Tuttavia, Andree alla vista di Tony non può fare a meno di provocarlo e desiderare di averlo per sé; una sorta di rivalsa verso il passato. Ma questa passione era destinata a diventar tragedia. I personaggi presentati sono pochi, rari esterni, tutto ruota intorno a quest’amore famelico extraconiugale. 

“Viveva ogni cosa così come veniva, senza chiedersi niente, senza cercare di capire, senza neppure sospettare che un giorno ci sarebbe stato qualcosa da capire.”

La storia è composta da flashback che ritraggono la coppia in una camera azzurra a far l’amore (cosa che è avvenuta tutti i giovedì per undici mesi) e dal dialogo ripetitivo. La donna presenta un ossessione nei confronti dell’uomo che è stata alimentata negli anni e che la porta a ripetere le stesse domande: Tua moglie ti chiederà spiegazioni? Mi ami Tony? Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita? A differenza della donna, l’uomo era avvezzo alle scappatelle extraconiugali, l’unica cosa che rendeva Andree diversa dalle altre era l’alchimia sessuale che si era creata tra loro. Non vi era attenzione da parte di lui alle parole pronunciate da lei, né consapevolezza nelle risposte datele. Era il suo corpo nudo, la sua schiena e la sua ferocia animale che attirava Tony, nient’altro. 

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Il romanzo presenta uno stile semplice e scorrevole, non vi sono buchi temporali anzi i vari flashback rendono tutto chiaro. Appare la sua scrittura congeniale e non si perde i vari discorsi filosofici tra salvezza e pena, giusto e sbagliato; con pochi accorgimenti l’autore punta a far comprendere le emozioni provate dai protagonisti, gli errori commessi dalla folla nel giudicare un uomo per i suoi errori e la forza di una passione non salvifica ma devastatrice.  Vi è un continuo confronto tra passato e presente scandito dalle varie domande del commissario per far luce sulla loro passione e le tragedie che si consumarono intorno a questo idillio. Simenon ci regala un piccolo capolavoro che cattura l’attenzione del lettore (io l’ho letto in poche ore), coinvolgendolo in toto. Sembra di far parte della giuria che tende ad ascoltare i fatti per formulare un giudizio. Un giudizio che appare semplice, poiché Tony non è un assassino non è un serial killer ma solo un uomo confuso, poco fedele ma un padre onesto e affettuoso che si è lasciato circuire dalla folle passione di una donna bella e apparentemente ossessionata e poco razionale. Non soltanto l’autore ci parla di ossessione, tradimento e tragedia ma anche di piccoli segnali che l’uomo poteva cogliere per evitare tutto ciò e ci si chiede: Come non è riuscito a prevedere le conseguenze? Noi lo consideriamo innocente o colpevole? Non sta a noi decidere se un uomo è colpevole o no, c’è da dire che ogni azione ha una conseguenza, tuttavia non ritengo che Tony sia colpevole dei vari atti ma solo di essere un uomo infedele e bugiardo. 

“Com’è diversa la vita nel momento in cui la si vive e quando la si analizza a distanza di tempo!”

Simenon ci mostra la difficoltà, per l’uomo, di vivisezionare a posteriori ciò che, all’interno della camera azzurra, era vita immediata. Andrée, che all’uomo era parsa sempre una statua irraggiungibile, si rivela invece una donna fatale, che non si accontenta più degli amplessi appassionati nella camera azzurra, ma che pretende di legarsi a Tony in maniera più totalizzante, pronta a tutto.
Quando un romanzo riesce a sottrarre il lettore dal suo mondo catapultandolo nello spazio e nel tempo in cui vive il protagonista, quando chi legge si sente talmente immischiato nella trama da preferire non interromperne la lettura sino all’epilogo finale, quel romanzo per me merita di essere considerato un capolavoro. Consiglio vivamente la lettura di questo piccolo romanzo.

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