“La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola”- Raphaelle Giordano

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“Un sogno d’infanzia che finisce in uno scatolone è una scoliosi del cuore assicurata”.

“La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola”, un titolo abbastanza lungo ma impossibile da semplificare. Come nella vita accadono certe cose per un motivo, sono concorde nell’affermare che anche certi libri arrivano al momento giusto. La storia è ambientata in Francia e racconta la storia di Camille, una donna che apparentemente ha tutto. Un lavoro fisso, un marito accanto ed un figlio meraviglioso tutti aspetti che nella società di oggi sono fondamentali per essere felice, tuttavia per Camille non era abbastanza. Durante un incidente, ella rimane a piedi con la macchina ed è in quel momento che fa la conoscenza di Claude, un uomo esperto di abitudinologia. Camille parlando con quest’uomo apprende che la sua vita apparentemente perfetta nasconde dei lati oscuri che devono essere riparati per vivere bene. Così intraprende un percorso verso il cambiamento, il tutto simboleggiato da dei ciondoli a forma di loto che Claude le assegnerà ad ogni obiettivo raggiunto. Un lungo e faticoso percorso alla ricerca del proprio Io.

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“La vita, Camille, è come una mongolfiera. Per salire più in alto bisogna lasciar andare la zavorra e liberarsi di tutto quanto ci impedisce di prendere quota”.

L’arrivo di questo libro mi ha cambiato letteralmente l’umore. Sin dalle prime pagine mi ha trasmesso fiducia e speranza nel futuro, nella possibilità di poter cambiare ciò di cui non sono soddisfatta. Alla base vi è il capire che: Siamo noi stessi gli unici responsabili della nostra vita e della nostra felicità. Bisogna correre qualche rischio per inseguire i propri sogni e catturare la felicità che aleggia nell’aria. Prima di tutto, Claude sottolinea che ognuno di noi deve prendersi cura del proprio sé, partendo dal fare pulizia esteriormente e poi passare all’interno. Sfidarsi ogni giorno nel fare nuove cose, ripensare a vecchi progetti e risolvere le questioni in sospeso. Godere delle cose che abbiamo e dedicare tempo alla meditazione e respirazione. Questo romanzo si presenta come un manuale per scacciare la noia, l’abitudine che si insidia in noi e nei rapporti che intratteniamo. Molto spesso siamo spinti a lasciare le cose così come sono per paura di cambiare o semplicemente perché siamo “abituati” ad agire in un certo modo. Invece, i cambiamenti non sempre sono negativi anzi ci stimolano a modificare situazioni che sono ormai inaccettabili nella nostra mente. Non solo sono positivi ma anche necessari per vivere. La vita è una sola e va vissuta a pieno senza sprecare nessun minuto, non abbiamo altre vite da vivere, nè possiamo cancellare tutto e ricominciare ma possiamo modificarci pian piano.

Senza che c’è ne accorgiamo, il nostro modo di relazionarci agli altri è connesso alle esperienze passate dei nostri genitori o dalle nostre stesse. Camille, lo noterà nella sua relazione con il marito, con la madre e anche con il figlio stesso. Di quest’ultimo si parla spesso nel libro,si sottolinea come sia importante oggigiorno aver un rapporto sano e vivo con i propri figli. Il confine madre/amica è difficile da mantenere, da una parte si sente l’esigenza di farsi rispettare; dall’altra di essergli amica e giocare con lui. Camille, grazie a Claude, riesce a trovare il giusto equilibrio, costruendo un rapporto rispettoso ma nello stesso tempo anche amichevole. Il rapporto genitore/figlio viene affrontato anche nel caso di Camille e dei suoi genitori, ella osserva come la loro relazione ha in qualche modo influenzato la sua vita coniugale. Come sempre, la vita è fatta di scelte e cambiamenti, bisogna solo capire quanto si è disposti a rischiare e cosa abbiamo da perdere. 

“La cosa peggiore non è fallire. E’ rinunciare a provarci. A ogni modo, non ci si può mai proteggere davvero dal dolore, perché esso fa parte della vita. Pensare di evitarlo del tutto è un’utopia. La nostra esistenza è composta di periodi luminosi e periodi bui. Ognuno di noi deve accettarlo, perché è una delle regole del gioco! Rifiutare questa realtà comporta solo un’accentuazione del malessere. E’ la ragione per cui i saggi si allenano ad agire su ciò che possono influenzare: non il corso degli eventi indipendenti da loro, bensì il loro modo di viverli”.

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La storia della Giordano conquista per il suo stile frizzante e piacevole. A tratti sarcastico, a tratti dolce, dona consigli su come affrontare la vita in maniera coraggiosa. La storia della rana (che vi ho postato qui) mi ha fatto riflettere molto.Ella è simbolo di come nella vita non bisogna arrendersi mai nonostante gli altri cadano durante il cammino o gli ostacoli incontrati, noi dobbiamo andare dritti alla meta. Chiudere gli occhi, pensare a cosa vogliamo, eliminare le persone e cose nocive ed infine agire. Un libro che consiglio di leggere a tutti, in particolar modo a chi sta vivendo una crisi esistenziale. Non è mai tardi per cambiare le cose che non ci piacciono della nostra vita, ci vuole solo volontà e coraggio. Ovviamente, l’appoggio delle persone care è sempre fondamentale in questi casi.

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