“L’imperfetta di Carmela Scotti”

“Dormiamo per non sentire l’inferno di fuori, piegate nei sogni, dal sonno protette”.

La protagonista di questa storia è Catena, una ragazzina di quindici anni che vive un’infanzia abbastanza sofferente. Dopo la morte del padre, al quale ella era molto legata, cresce con una madre che non le dona amore, le sue sorelle e lo zio. Quest’ultimo era un uomo dispotico e pieno di rancore nei confronti della nipote, così diversa dalle sorelle e simile al fratello, nell’aspetto e nei modi. Solo la notte la ragazza era al sicuro, trovava rifugio nei libri del padre, nel cielo stellato, immaginando di disegnare con lui le costellazioni. La dura vita nei campi, gli occhi gelidi dello zio e il cuore di pietra della madre la portano sempre più a star distaccata e disobbedire, rendendola la figlia “imperfetta”.Una notte, tuttavia, cambia tutto. La casa si colora di rosso e Catena decide di fuggire nel bosco. Adesso, solo il ricordo del padre e i suoi insegnamenti potranno salvarla. 

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Con questo romanzo, la Scotti arriva finalista al prestigioso premio Calvino, guidandoci in un modo crudo e reale. Lo stile del libro è molto diverso dai soliti romanzi, ella si affida ad una scrittura semplice, nuda e cruenta. L’atmosfera che accompagna i pensieri della giovane ragazza è lugubre e malinconica. La sofferenza provata da Catena si mescola con i dolci ricordi dei momenti passati con il padre. Accanto a ciò ritroviamo la descrizione di una Sicilia diversa, un luogo dove lottare, soffrire e ricercar riscatto. Una riscoperta di odori, sapori e vecchie tradizioni che ad oggi sono andate perdute.

“A metà strada si girò a guardarmi, con l’inverno negli occhi. Andava a casa, ma non voleva essere in nessun posto”.

Dopo la morte del padre, nessun posto sembrava appartenerle, non vi era un posto da chiamare “casa”, dove essere al sicuro senza le braccia forti del padre a guidarla. Così, ella cresce un pò troppo in fretta e fai i conti con la realtà. Decide di sopravvivere con le sue forze nella foresta, ricercando rifugio nel cielo, nei rami intrecciati e nei libri. Si pone come un’eroina che sfugge alla violenza e in modo coraggioso cerca di combattere contro tutti e tutto.  “Su ogni ferita io scrivo i nomi delle persone che ho amato, le cerco e le invoco”. Leggendo il libro pagina dopo pagina emergono le tematiche fondamentali del libro, che sono:

  1. Il dolore: Ispirata dalla morte reale di suo padre, l’autrice ha iniziato una riflessione sul nucleo familiare, cercando di rendere meno dolorosa la sua perdita attraverso la scrittura. La scelta della Sicilia come ambientazione è dovuta al fatto che è la terra della scrittrice. Ha riportato in vita vecchie tradizioni come quella della lettura delle foglie di thè, del malocchio che ella stessa ha osservato da piccola.
  2. L’amore per i libri: La Scotti, ha messo molto in sè in questo romanzo. Difatti, anche lei da piccola era un’appassionata di letteratura e leggeva qualsiasi cosa le passasse per le mani. Viaggiava attraverso i personaggi e le storie di cui andava ghiotta. 
  3. Il carcere: L’autrice ha compiuto un lavoro di profonda analisi della situazione delle carceri in Sicilia nel XIX secolo. Ritroviamo non solo un’elencazione fredda delle strutture, luoghi tetri e di spaventosi nei quali le donne non venivano trattati come esseri viventi. Perdevano la loro identità, la loro voce, solo il dolore e la solitudine vi rimaneva. 
  4. La forza di volontà: Il coraggio di Catena di ribellarsi ad una condizione indescrivibile fa capire al lettore che c’è sempre tempo per rivivere. Si può cadere e ci si può rialzare, bisogna reggersi sulle proprie gambe e reagire. Mai subire, bisogna trovare sempre un modo per essere felici.

“Quando pensare ferisce, seguo la voce di un ubriaco, entro con lui in una bettola e bevo il suo vino finché il corpo diventa pesante, fatto di sonno e nient’altro. E io dormo, al riparo dai sogni”.

L’unico appunto che mi sento di fare è che mi sarei soffermata di più sui personaggi secondari della storia sia prima della sua fuga che sia dopo. Alcuni tratti rimangono con il punto interrogativo ma a fini della storia non sono importanti. “Ti chiamerai Giovanni e io amerò il tuo cuore come ho amato il suo”. Non è una storia allegra ma da essa si può apprendere molto. Il racconto della Scotti è così reale da non sembrare vero. Io, stessa ne sono rimasta colpita perché mi aspettavo tutt’altro ma ha aperto la mia mente verso scenari mai immaginati. Non mi resta che augurarvi buona lettura e lasciatevi coinvolgere da questa difficoltosa realtà, di cui Catena è la protagonista.

 

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