“Cuori allo specchio”- Massimo Gramellini

“Cerca un trampolino, chiudi gli occhi e tuffati. E se prenderai una panciata, non incolpare l’acqua e nemmeno te stessa. Intanto avrai imparato a non affogare. Ti auguro una lunga estate d’amore. Perché tutti abbiamo diritto, almeno una volta nella vita, a pensare che le canzoni del Festivalbar siano state scritte apposta per noi”.

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Sotto consiglio della mia amica Martina, ho intrapreso la lettura di questo libro. Tra i libri di Gramellini era l’unico che mi mancava, essendo una buona sostenitrice del suo modo di scrivere. Egli scrive in una maniera che riesce ad interpretare ciò che sentono o si vogliono sentir dire le persone. Non parla alle persone, parla ai loro cuori. E così è successo con “Cuori allo specchio”.

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Tutto nasce nel marzo del 1998, quando il settimanale Specchio propone a Gramellini di tenere una rubrica nella quale doveva delineare i ritratti degli uomini al potere. Tuttavia, egli decise di occuparsi, invece, delle persone normali e delle turbe quotidiane che li possono animare. Una sorta di posta del cuore dove egli si accingeva a rispondere alle mille lettere inviategli dai lettori. Un’esperienza del tutto nuova per l’autore perché all’età di 37 anni con un lutto alle spalle, non aveva vissuto esperienze estreme d’amore e si chiedeva come poteva dispensare consigli. Ciò nonostante egli comprese che non c’era bisogno di vivere esperienze pazzesche per dare consigli. La cosa fondamentale era saper ascoltare, saper leggere tra le righe cosa i lettori volevano comunicargli della loro esperienza. Essere empatici nei confronti di quella persona, mettersi nei panni dell’altro e consigliargli cosa potrebbe fare per “vivere meglio” ed uscire da situazioni spiacevoli legate per lo più all’amore.

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Amore. E’così difficile parlare e dare consigli su questo sentimento, perché ognuno lo vive in maniera diversa. C’è chi lo vive come desiderio da cui vorrebbe sbarazzarsi; chi lo vive come qualcosa senza cui non si può vivere; chi lo vive come passione carnale, un desiderio d’affanno nella ricerca dell’altro; chi lo vive come dolore contornato da lacrime amare. Gramellini, dopo aver aperto il suo cuore ai lettori con una lettera dove descriveva il calvario della malattia della madre, iniziò a cambiare la vita delle persone con le sue risposte. La parola scritta ha un grande effetto farmacologico, ti permette di mettere nero su bianco tutto ciò che senti in maniera liberatoria. Non c’è niente di meglio che tramutare in parole le emozioni sentite, i dolori vissuti e i ricordi prendono forma attraverso le parole.

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In questo libro, egli ha ristretto il campo alle storie d’amore tra uomo e donna nelle quali la maggior parte dei lettori si poteva riconoscere. Ha rivisto alcune risposte e devo dire che leggendo il libro mi sono rivista nelle parole e pensieri di molte persone. Lo stile delle lettere è sempre molto chiaro e il topos che lega oltre l’amore, è la sofferenza. La sofferenza per qualcuno che li ha lasciati, per qualcuno che non li ama come loro vorrebbero, per qualcuno che li ignora e per qualcuno che non vorrebbero far soffrire. Amore e sofferenza c’è una linea sottile che unisce questi due sentimenti. Basta una sola parola, un gesto e il sentimento più nobile si tramuta in dolore. Tuttavia, vi sono anche lettere di speranza dove i protagonisti svelano la chiave per vivere un amore duraturo: fedeltà, pazienza e continuo rinnovo (fare cose insieme, parlare, insomma condividere).

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L’amore non ha un perché, è il perché. Nel libro Gramellini divide le lettere in una serie di categorie, abbiamo:

  • Senza amore (Singoli e singoline);
  • Amore non ricambiato (A senso unico);
  • Amore sbilanciato (Vicini lontani);
  • Amore pericoloso (Delitti sentimentali);
  • Amore congelato (Cercatori di emozioni);
  • Amori in Gabbia (Ultimo bacio);
  • Amore coniugale (Felici e contenti);
  • Amore spento (Sesso lesso);
  • Amore tradito (Vite parallele);
  • Amore sospeso (Lista d’attesa);
  • Amore finito (Ciao ciao);
  • Amore sfinente (Ex non ex quasi ex);
  • Amore eterno (Anima gemella).

Sarebbe bello se ci fosse ancora una rubrica come questa per parlare a cuore aperto con i lettori ed essere ascoltati. Non nego che mi piacerebbe dare consigli o essere io a riceverne sulle mie continue esperienze d’amore a cui non sono riuscita a darmi una risposta. Come dice Gramellini, a volte la risposta è dentro di noi ma non vogliamo ascoltarla, la evitiamo ma sarebbe bello poter ascoltare il parere oggettivo di uno sconosciuto alla tua storia. Vi lascio con il consiglio di leggere questo “manuale” nel quale l’autore ha cercato di maneggiare con cura i sentimenti di chi ha riposto fiducia in lui,custodendo ogni parola e permettendoci adesso di leggerle per vivere un’avventura davvero unica. Sarà difficile scegliere tra tutte le frasi, pensieri e storie che vi hanno colpito di più (come è successo a me) perché ognuna ti lascia qualcosa dentro. 

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