“La meccanica del cuore”- Mathias Malzieu

“Passi il tempo a riparare la gente, ma anneghi le tue ferite nell’alcool delle tue stesse lacrime”.

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Il libro di Mathias Malzieu ha sempre destato in me grande curiosità, a cominciare dalla copertina. Un’immagine molto bella di una coppia dai tratti particolari impegnati in una danza speciale d’inseguimento. A prima vista può sembrare un libro per ragazzini ma sin dalle prime pagine ci si accorge che non è così. Passiamo a delinearne la trama. 

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Siamo nel 1874 ad Edimburgo, una donna anziana vive in una casa posizionata in collina: Ella vive da sola e viene considerata una strega perché faceva cose particolari tra cui: aiutare le prostitute a partorire, riparava i cuori rotti delle persone mettendo cuori artificiali o nel caso del protagonista un orologio che con le sue lancette regolava la sua vita. Il piccolo Jack per colpa del suo “cuore” non veniva adottato da nessuno e così visse la sua infanzia in compagnia di Madeleine, Arthur (un uomo che si era convinto che per poter vivere aveva bisogno di bere) e due donne che facevano le prostitute. Tuttavia, il desiderio più grande di Jack era di vedere la città e per il suo compleanno la donna lo accontentò. Ma, quel giorno egli vide una giovane cantante mezza cieca e fu amore a prima vista. La voce della ragazza portò il cuore del ragazzo a battere così forte che si ammalò, così Madeleine per paura di perderlo gli disse di non innamorarsi o il suo cuore ne avrebbe risentito. Morale della storia: Jack iniziò una vera e propria ricerca della cantante andalusa. Era disposto a tutto pur di rivederla. 

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Lo stile del romanzo è abbastanza particolare perché l’autore si affida alle metafore per descrivere la storia. L’atmosfera è alquanto inquietante in quanto tutto inizia in una zona sperduta di Edimburgo nella notte più fredda, nella casa di una donna che per aspetto assomiglia ad una strega e per il lavoro che fa ricorderebbe Dottor Jekill&Mr.Hyde o addirittura Frankstein. La storia tra Jack e Miss Acacia è il simbolo delle storie che capitano da secoli: lui si innamora perdutamente di lei e quindi, fa di tutto per averla accanto a sè. Lui, testardo, incosciente come solo un adolescente lo può essere di fronte al primo amore; lei, bella, altezzosa ma in fondo piena di dubbi ed incertezze come lo può essere una ragazzina bella e di successo. Gli ingredienti per una bella storia d’amore ci sono tutti ma ecco che compaiono gli ostacoli: il cuore/orologio e il terzo incomodo. Per quanto riguarda il secondo c’è sempre un rivale che tenta d’insinuarsi in una coppia e ne nasce una lotta alla conquista del cuore dell’amata. Per quanto riguarda il primo problema è abbastanza complesso. Da Madeleine questo orologio ci viene presentato come vitale ma come si scoprirà c’è una componente psicologica dietro questa affermazione ovvero: il desiderio di non far soffrire il proprio “bambino”. Madeleine si comporta come una madre che vuole proteggere il suo piccolo dalle sofferenze del mondo e così gli impianta questo orologio che doveva salvarlo dal dolore o per lo meno tenerlo lontano dall’amore. Un genitore protettivo che inserisce il figlio sotto una campana di vetro per evitare che qualsiasi cosa possa scalfirlo. La metafora dell’orologio che scandisce la vita del bambino come se fosse il suo cuore mi ha colpito molto, poiché tutti noi prestiamo molta attenzione al tempo. Lo scorrere del tempo con le sue lancette che fanno avanti e indietro è l’incubo di ogni essere vivente. Vi è la paura di perdere tempo o di non averne abbastanza e si ha sempre il desiderio di bloccare il tempo o di tornare indietro per rivivere un momento felice. 

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L’atmosfera d’amore si mescola ancora con il lugubre e ci spostiamo stavolta in Andalusia in una specie di teatro degli orrori, dove si consumerà l’amore adolescenziale dei due protagonisti. Tuttavia, il finale sarà di grande insegnamento, principalmente perché si capirà molto del rapporto tra Madeleine e Jack; secondariamente, perché psicologicamente si può dire il ragazzo sarà posto di fronte alla scelta di abbandonare il periodo infantile ed entrare a far parte del mondo degli adulti. Un mondo fatto disillusione, delusione e consapevolezza, si aprirà di fronte a lui una nuova realtà. Se viene letto con una mente aperta, il lettore potrà ritrovare diversi riferimenti psicologici e pedagogici che non sono evidenti immediatamente. Per chi vuole sognare, per chi vuole vedere l’amore da un’altra prospettiva questo è il libro giusto. 

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4 risposte a "“La meccanica del cuore”- Mathias Malzieu"

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