“La fragilità delle certezze”-Raffaella Silvestri

“E’ sempre così: le decisioni arrivano presto, e sono facili, e sono di pancia. E’ digerirle che è difficile. E’ prenderne atto che richiede il tempo dei caffè, il ponderare le conseguenze, la forza e l’energia dei pensieri che si ripiegano su sé stessi”.

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La fragilità delle certezze è un libro che narra gli avvenimenti scanditi in 4 anni: 1999, 2005, 2015 e 2016. I protagonisti principali sono Anna e Teo, due persone che si incontreranno per la prima volta nella azienda della prima che deciderà insieme al suo socio, Marcello, di assumerlo. Ed è qui che le loro vite si intrecceranno. Anna, una donna di trent’anni con un passato assai incerto e pieno di storie irrisolte. Aveva iniziato la sua carriera accademica nella scuola di teatro, spinta da una relazione non vissuta a pieno perché piena di incertezze. Teo è sempre stato un uomo tutto d’un pezzo, proveniente da una famiglia ricca proprietaria di una casa di moda in cui Teo non ha mai voluto lavorare. Tuttavia, un avvenimento legato alla loro azienda li porterà ad avvicinarsi sempre più.

“Voleva solo, da sempre, da che aveva coscienza di sé, essere lasciata in pace. Come se il mondo fosse fatto di tormentatori e lei dovesse scansarsi, sopravvivere, sopportare,reagire. Fatica. Energia”.

La fragilità delle certezze

Essendo una seguace su Instagram dell’autrice avevo grandi aspettative per questo romanzo e devo dire che non ne sono rimasta delusa. La fragilità delle incertezze è un romanzo intenso e coinvolgente che riesce a tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina. Mi sono rivista in alcuni aspetti in Anna, per il suo modo così pauroso e titubante di affrontare la vita, quella paura di fare la scelta sbagliata e non sapere come rimediare. Al contrario Teo è l’uomo giusto che fa sempre scelte razionali, colui che si è preso cura della sorella e ha deciso di dedicarsi alla sua carriera già dall’età di 18 anni. La Silvestri descrive due mondi diversi ma che, tuttavia, si incontrano. Un uomo e una donna che si supportano e trovano conforto l’uno nell’altro, scoprendo che le certezze stanno nei luoghi inaspettati. Anna, così fragile e delicata esce da due storie distruttive la prima legata al 1999 quando ancora era un’adolescente piena di dubbi e stava scoprendo le sue passioni e il suo corpo; l’altra legata al 2005 e che si trascinerà sino al 2015, una relazionale che a prima vista potrà sembrare carnale ma che in fondo nasconde altro. Valerio era per Anna, un porto sicuro, un ancora che la manteneva legata al suo passato, alla sua passione per il teatro. Anna per Valerio era la giovinezza che in lui stava svanendo, era la certezza di essere desiderato da qualcuna così com’era. 

“Quante cose non dovremmo fare eppure facciamo, e sono quelle che rimangono nella nostra memoria, come se dovessero sopravviverci”.

Stilisticamente, è un libro scritto veramente bene. Non vi sono parti pesanti alla lettura, nè banali, anzi risulta scorrevole e piacevole. La presenza di brevi capitoli aiuta e incita il lettore a leggerne più di uno, ritrovandosi ad aver letto tutto il libro in due giorni (come è successo a me). La trama è particolare, poiché tratta tematiche che sono care ai soggetti di oggi. Innanzitutto, il desiderio di ottenere successo, di vedere i propri sacrifici tramutarsi in soddisfazioni. Connesso a tale desiderio, vi è quello di lasciare il segno facendo qualcosa di buono e che ci gratifichi. A livello emotivo, la Silvestri va in fondo all’animo dei suoi personaggi portando alla luce, diversi aspetti particolari: le turbe adolescenziali, la confusione sessuale, il desiderio carnale e la scoperta del proprio corpo. Non si parla proprio d’amore. bensì del bisogno di essere amati, di essere importanti per qualcuno o di sentirsi vivi grazie ad una persona nella nostra vita. Anche l’amicizia ricopre un ruolo importante nel romanzo e viene esplicitata nel rapporto tra Marcello ed Anna, due compagni di scuola che si ritrovano a fondare un’azienda insieme.

“Anche l’attesa che la vita finalmente inizi- è già iniziata, la vita; inizia il primo giorno che abbiamo coscienza di noi, e tutti i momenti in cui la mettiamo in pausa sono solo momenti di vita persa, persa e nient’altro”.

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Non voglio svelarvi, nient’altro perché questo libro parla da solo. Di una bellezza unica. I periodi narrativi sono pieni di riflessioni in cui mi sono rispecchiata e ho appuntato. Sono una marea,impossibile trascriverli tutti. Questo libro scalda i cuori dei propri lettori, arrivando alla conclusione che anche le certezze più solide nascondono dietro una grande fragilità, un piccolo pezzo di incertezza pronto a far crollare tutto. Ve lo consiglio caldamente. 

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