“L’era di Cupidix”- Paolo Pasi.

“…La pillola. Pensa che bello. Essere sempre innamorati, la vita che ti sorride e tu che hai la forza di affrontare qualunque problema. I colleghi invidiosi, le ripicche, il condominio, il parcheggio che non si trova…”

l'era di cupidix

Il libro che mi ha fatto compagnia in questi giorni è stato pubblicato dalla casa editrice Edizioni Spartaco che gentilmente mi ha fatto dono di una copia staffetta. Il titolo è “L’era di Cupidix” e il suo autore è Paolo Pasi. Il libro narra di un’iniziativa di un’azienda farmaceutica di immettere nel mercato una pillola designa con il nome Cupidix, la quale dona effetti sorprendenti a chi ne fa uso. Cupidix, fa provare al consumatore le meravigliose sensazioni dell’innamoramento dei primi giorni, mesi in cui si conosce una persona. Essa è una sorta di prolungamento nel tempo della cosiddetta, luna di miele. Tuttavia, tra i consumatori non vi saranno coloro che stanno soffrendo per amore, coloro che si portano dietro ancora i fantasmi del passato e quindi, loro saranno i consumatori di Disamor, la pillola adatta al loro status. Disamor, porta ad inghiottire e relegare in un angolo nascosto della psiche tutte le sofferenze subite. Il consumatore più adatto per la prima pillola si rivelerà essere: Carlo, un uomo di 33 anni, infermiere e talentuoso sassofonista con la passione per le donne e per il jazz. Nonostante ciò non riesce a mantenere nel tempo una relazione stabile proprio perché perde interesse quando le cose si fanno serie. La consumatrice più adatta del suo opposto sarà Ada, una ex conquista di Carlo. Ada è una donna di 26 anni, aspirante attrice che fatica a dimenticare il suo passato. Tra i due si inserisce la figura di Giovanni, un pubblicitario che spera di far carriera che vive un rapporto travagliato con entrambe le pillole.

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«Ci vuole poco a capire se una storia ha senso o meno, molto di più a uscirne. Quando ti innamori della persona sbagliata, puoi restarci dentro per anni. E io non ho la vocazione al martirio».

Il giornalista e scrittore milanese Paolo Pasi compie una disamina della società di oggi attraverso l’espediente delle pillole emozionali. In un certo senso attraverso i personaggi di Carlo, Ada e Giovanni si mettono in luce i desideri, le turbe psichiche dei vari componenti della società di oggi. Il primo aspetto che traspare è la paura: la paura di soffrire, la paura di non provare più l’ebbrezza dell’innamoramento, la paura di cadere in rapporto abitudinario, portando sofferenza nella vita di chi ci sta accanto. Paolo Pasi mette a nudo la mentalità dell’individuo medio che ricerca la soluzione all’esterno di sé, che esprime il desiderio di trovare una cura ai suoi problemi e così l’autore gliene dona una: la pillola che ti fa provare le stesse sensazioni dell’innamoramento, Cupidix. Tuttavia, come si vedrà andando avanti con la lettura non si può vivere in questo stato perenne perché gli effetti positivi non sempre vengono garantiti anzi, dopo un pò emerge l’aspetto contrario. Questo vale non solo per Cupidix ma anche per l’altra pillola Disamor, una pillola che ti fa rompere con il passato, i fantasmi delle sofferenze precedenti scompaiono con un sorso d’acqua e questa pillola. 

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Con uno stile semplice e a tratti ironico, l’autore ci fa comprendere come gli individui appartenenti alla società di oggi, vivono autentiche sofferenze e crisi depressive, insoddisfatti per la propria carriera e per l’ambito personale. Da una parte, vi sono gli industriali che cercano di giocare sulle debolezze dell’uomo per ricavare sempre più denaro. E chi non lo fa: pillole contro lo stress, manuali d’amore, manuali contro la depressione, cure miracolose che si rivelano solo una perdita di tempo e di denaro. Dall’altra, il clero e gli psicanalisti che vogliono dire la loro. I primi tendono a colpevolizzare l’uomo che vuole porre fine ad un matrimonio che non va più, costringendolo alla sofferenza e a una vita fatta di abitudine e finzione. I secondi, che tendono a speculare (se non sono competenti) sulle turbe psichiche dell’individuo fornendo spiegazioni già sentite e riprese dai manuali teorici. 

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La morale del libro sta nel comprendere che non vi sono cure all’infuori di noi. Tutto parte dalla volontà dell’uomo di reagire alle sofferenze che gli vengono poste. Non vi sono pillole, nè cure miracolose ( a meno che il soggetto soffra di un reale disturbo specifico e certificato), non ci si deve fare ingannare dall’era nella quale viviamo. Non ci serve una pillola che ci faccia innamorare della vita, siamo noi che dobbiamo cogliere la bellezza di ciò che ci sta intorno e rinnovare in ogni istante l’amore per l’altro. Non ci serve una pillola per dimenticare un ex, perché se non si affronta il dolore, lo releghiamo in un angolo ed esso sarà pronto a riemergere quando meno ce lo aspettiamo. Carlo ed Ada solo alla fine del libro comprenderanno questa lezione, trasmettendoci un messaggio di come tutti viviamo nell’era di Cupidix. 

Buona lettura miei cari lettori, spero che acquistiate questo romanzo perché oltre ad essere molto attuale per le tematiche trattate, è estremamente originale. Ti porta ad avere un’altra visione della realtà nella quale viviamo. Ne consiglio la lettura.

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