“La fabbrica di cioccolato”- Roald Dahl

“Questa è la storia di un normalissimo bambino di nome Charlie Bucket. Non era più veloce, più forte o più intelligente degli altri bambini. La sua famiglia non era né ricca, né potente, né influente… a dire il vero, avevano a malapena di che mangiare. Charlie Bucket era il ragazzino più fortunato del mondo, ma non lo sapeva ancora”.

Salve a tutti lettori, come mi avevo accennato giorni fa ogni 2° mercoledì del mese vi consiglierò un libro con una valenza pedagogica. Essendo una pedagogista credo sia doveroso e anche utile per me approcciarmi ai libri legati al mio percorso o che possono avere una ricaduta educativa. Il primo libro che ho scelto è: “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl. Quest’ultimo è famoso per aver scritto libri per bambini come GGG (Grande Gigante Gentile) oppure Matilde. Entrambi, con la fabbrica di cioccolato, sono entrati nel cult dei libri consigliati per i bambini, tanto che sono state realizzate le trasposizioni cinematografiche. Passiamo alla stesura della trama.

Protagonista indiscussa di questa storia è la fabbrica di cioccolato del signor Willy Wonka, dalla quale viene sprigionato un’aroma forte e ricco di cioccolato fondente. Tuttavia, dopo anni di attività, il proprietario decide di chiudere la fabbrica perché le sue idee migliori venivano rubate o spifferate alla concorrenza. Ciò nonostante ci si chiedeva: Come fa il signor Willy Wonka a creare cose così fantastiche? Chi lavora nella fabbrica? Dov’è finito il proprietario? Misteri e domande circolavano dietro a questo luogo ma nessuno è riuscito a dare mai una risposta a nessun interrogativo. Finché, un giorno sul giornale appare un annuncio: “I cinque ragazzi che troveranno un biglietto d’oro in una confezione di tavoletta di cioccolato Wonka, potranno visitare la fabbrica”. Quest’occasione si rivela una gran fortuna soprattutto per un bambino il cui nome era Charlie Bucket. Charlie era un bambino estremamente povero, viveva in una casa piccola e malandata con i suoi genitori e i suoi nonni. L’unico giorno di gioia per lui era il giorno del suo compleanno perché poteva assaporare una tavoletta di cioccolato, una sola all’anno. Grazie alla caccia al tesoro indetta dal signor Wonka, il compleanno di quest’anno era quanto mai più atteso.

IMG_20170430_221707

Roald Dahal ha un modo particolare di scrivere e raccontare le sue storie, poiché riesce a trascinare il lettore in un modo fantastico ed irreale. Nonostante sia considerato un libro per ragazzini, credo che la particolarità della storia riesce a catturare l’attenzione pure di un pubblico più adulto. Ovviamente ho notato cose che da piccola non avrei mai attenzionato e ne son davvero contenta, perché mi ha lasciato addosso una sensazione piacevole. Innanzitutto leggendo l’opera mi sono accorta che vengono messe a punto diverse tematiche: abbiamo lo spionaggio industriale, dimostrato dalla decisione della concorrenza di imitare i prodotti della fabbrica Wonka; la crisi lavorativa data dalla chiusura della fabbrica e il licenziamento dei vari operai; ed infine, il desiderio di rivalsa del proprietario. I desideri di Willy si incontrano con quelli dei 5 bambini che vincono il concorso, tuttavia, ad un occhio attento non sfuggiranno i velati riferimenti nelle canzoni degli Umpa Lumpa. I 4 bambini che accompagneranno Charlie sono:

  1. Augustus Gloop: un bambino grasso e sproporzionato, dell’età di nove anni. Grossi rotoli di ciccia contornavano il suo corpo. Il suo carattere rispecchiava il suo corpo, poiché Augustus era un bambino ingordo ed insaziabile. Rappresenta l’uomo famelico e vorace che divora ogni cosa senza bontà;
  2. Veruca Salt: una bambina viziata, in particolar modo dal padre, che viveva in una grande città e sempre desiderosa di ottenere tutto ciò che voleva. Altezzosa, invidiosa ed insaziabile anche lei, non riusciva a smettere di chiedere cose. Rappresenta la tipica bulletta snob della scuola che punta ad occupare il vertice della società grazie al suo denaro;
  3. Violetta Beauregarde: una bambina chiacchierona che parlava velocemente e a voce alta, masticando una gomma da masticare, perché Violetta era ossessionata da esse. Anche lei, come Veruca, mostra un carattere dispotico e saccente, come se sapesse già tutto e desiderasse essere la migliore. Non si distacca molto dalla rappresentazione di Veruca, tuttavia, ella è più concentrato sul suo vizio che sul suo egoismo;
  4. Mike Tivù: questo bambino mi ha colpito particolarmente perché incarna i connotati del bambino modern fissato con l’elettronica, sintonizzato sempre su qualche canale o social network. Cattivello ed estremamente curioso, tecnologico ed intelligente, il che alla lunga può risultare snervante e fastidioso. 

IMG_20170430_155620

Charlie Bucket è il simbolo della bontà ed onesta. Appartenente alla classe bassa della società, Charlie è cresciuto all’insegna del sacrificio e del risparmio. Non sa cosa sia un piatto di minestra calda sul tavolo, non sa cosa vuol dire indossare un cappotto, egli sa soltanto cosa vuol dire desiderare qualcosa e non poterla avere. Tuttavia, la vita di Charlie subirà un cambiamento, grazie al biglietto d’oro che troverà nella sua tavoletta. Un sogno che si avvera, la speranza che premia i buoni. Difatti, lo stesso Wonka a primo sguardo comprenderà com’è fatto il ragazzo e sarà l’unico che riuscirà a non farsi sopraffare dalle meraviglie del cioccolato. I fiumi e le cascate di cioccolato, le praline colorate guideranno i giovani bambini in un mondo meraviglioso che li metterà a dura prova e dove solo uno ne uscirà vincitore. Ad ogni vizio una pena, sembra di essere nel girone dell’Inferno dantesco, poiché l’animo dei bambini è particolarmente corruttibile. Solo Charlie riuscirà a non cadere in trappola e a porre un freno ai suoi desideri, senza strafare. Questo perché rispetto all’avidità degli altri bambini, Charlie è cresciuto in una casa sì povera ma piena di calore umano. Ciò è dimostrato dall’amore che il nonno Joe nutre nei confronti del nipote, in quanto non solo cede i suoi ultimi soldi per esaudire il desiderio del nipote ma lo accompagna in quest’avventura, tenendogli sempre la mano. 

IMG_20170430_170906

Charlie e la sua famiglia fanno comprendere che l’essenziale per vivere è dato dall’amore e dalla forza di superare ogni avversità. Tim Burton ha diretto la trasposizione cinematografica di questo libro, rappresentando in maniera esemplare i tipi umani presenti nella nostra società. La ricaduta pedagogica sta nell’osservare come vengono cresciuti questi bambini, sta nel comprendere che una buona educazione non è data dal darle tutte vinte al proprio figlio. Una buona educazione sta nel dosare i si e i no da pronunciare nei confronti delle richieste dei bambini,così solo il percorso evolutivo del bambino potrà essere più equilibrato possibile. Charlie è l’esempio di come crescere in un ambiente deprivato economicamente ma ricco emotivamente, ti porta a sviluppare una cognizione sana del valore delle cose e delle persone. 

“Willy Wonka: Cosa ti fa sentire meglio quando ti senti a pezzi?
Charlie: La mia famiglia”.

In sostanza dopo aver letto il libro e visto le due versioni cinematografiche (sia quel 1971 del regista Mel Stuart e quella del 2005 di Tim Burton), i lettori potranno ragionare e comprendere che dietro la storia vi è un significato nascosto: l’educazione che i genitori trasmettono ai figli. Se i bambini sono maleducati o irrispettosi non è colpa della loro indole selvaggia ma dei genitori che li viziano e non cercano di comprenderli ma di accontentarli. I bambini devono comportarsi da bambini e non sentirsi superiori agli adulti. Willie Wonka in questa storia funge da giudice e censore che punisce non solo i bambini ma anche i genitori. Nella fabbrica di cioccolato vige la legge del contrappasto dantesca che arriva alla conclusione che sono i genitori a rovinare i figli. Tuttavia, tutti in famiglia hanno pregi e difetti e quella di Charlie si pone come un esempio, poiché riescono ad andare d’accordo nonostante le diversità.

IMG_20170430_163849

Ed infine, una curiosità sul cioccolato. Psicologicamente, l’acquisto e consumo di cioccolato è associato a motivo di festa, ricorrenza, quindi, il cioccolato in sé evoca momenti da vivere e celebrare. Esso ha una valenza positiva ed è associato al dolce più buono in assoluto. Inoltre il suo potere calorico e la sensazione psicologica di benessere che dona il consumo di cioccolato lo connota come un alimento con diversi punti di forza, da consumare sia d’estate che d’inverno. Tuttavia, per il suo alto contenuto calorico non deve essere gustato di continuo, in quanto tale alimento molto spesso è stato associato all’obesità. Molti bambini (prendiamo Augustus) ricerca conforto nel cioccolato e ciò provoca l’aumento del suo peso, perché si lascia tentare da repentini peccati di gola. Ciò nonostante ciò che stupisce è l’intensità delle emozioni evocate dal cioccolato, non si parla di semplici piaceri di gola; il cioccolato è ricco di significati simbolici. Chiaro e scuro, amaro e dolce, solido e liquido, il cioccolato incarna entrambi gli opposti che caratterizzato gli aspetti alimentari. 

Non mi resta che augurarvi buona lettura per chi non avesse mai letto questo libro ed inoltre, vi consiglio la visione di entrambi i film. Sia i genitori, che i bambini possono trarne degli spunti educativi davvero particolari. Una pedagogia della diversità, una pedagogia interculturale, una pedagogia del cioccolato… 

 

Annunci

4 risposte a "“La fabbrica di cioccolato”- Roald Dahl"

  1. Questo libricino è nella mia wishlist da un po’! Ho proprio una lista a parte per i libri per bambini che vorrei recuperare e non vedo l’ora di leggero, soprattutto dopo la tua recensione. Amo i libri per bambini per questo, per gli insegnamenti che ti lasciano e leggere le tue parole mi ha fatto venire i brividi!

    Piace a 1 persona

    1. Sono davvero contenta che la recensione ti sia piaciuta e soprattutto che tu abbia colto la valenza educativa di questo libro. Leggerlo adesso, sicuramente, mi ha permesso di cogliere aspetti che difficilmente si possono cogliere da piccoli. Tuttavia, ritengo che un buon genitore debba educare il proprio figlio attraverso libri del genere. Anch’io ho liste infinite di libri e al momento ho deciso di ampliare anche le mie conoscenze e letture pedagogiche per donare magari qualche insegnamento nuovo o rivisitato.

      Mi piace

      1. Fai benissimo, anche a me piacerebbe tantissimo farlo!
        La penso come te, ci sono libri che i genitori dovrebbero leggere e leggerli con i propri figli, perché sono importanti e un ottimo modo per trasmettere valori e insegnamenti!

        Piace a 1 persona

    2. Esattamente. I bambini hanno bisogno.di stimoli e di apprendere i valori anche sotto forma di lettura. Rivedendo nei personaggi e ascoltando storie simili potranno iniziare a capire cosa è giusto o sbagliato, quali comportamenti mettere in atto e l’importanza dei valori.
      Più letture.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...