“Isole. Confini chiusi, orizzonti aperti”- Monica Luongo e Giuliana Misserville.

Titolo: Isole. Confini chiusi, orizzonti aperti. 
Autore: Monica Luongo, Giuliana Misserville
Pagine: 141
Anno: 2008
Editore: Iacobelli Editore

Oggi, mi ritrovo a parlarvi di un saggio edito dalla casa editrice Iacobelli editore, di cui ho già recensito “Sensibili guerriere” a cura di Federica Giardini. Il libro, in questione, è “Isole. Confini chiusi, orizzonti aperti“, il quale contiene i saggi di: Paola Bono, Elisa Cazzola, Jessica Falconi, Marie-Hèlène Laforest, Monica Luongo, Giuliana Misserville, Alessandra Riccio, Bia Sarasini, Maria Vittoria Vittori.

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Il libro, prendendo come esempio Penelope, parte dall’idea che non deve essere sempre la donna colei che deve aspettare il ritorno dell’uomo dalle sue fantastiche avventure, ma deve essere ella stessa a vivere momenti unici. E’ tutto questo al di fuori dell’isola. L’isola vista da sempre come un luogo circoscritto, uno spazio chiuso, circondata da un mare immenso da esplorare. Dall’isola, la donna può osservare gli orizzonti immensi che le si stagliano davanti o può decidere di rimanere a scrivere, tessere la tela e svolgere diverse attività. Qui, sono stati riportati nove saggi che contengono storie, riflessioni degli studi condotti da queste autrici che hanno cercato di affrontare la tematica dell’isola intrecciando storie di approdi e naufragi, luoghi conchiusi e reclusi. 

In letteratura, le isole hanno sempre attirato l’attenzione di diversi autori ed ognuno nel suo immaginario ha spesso cercato di descrivere la realtà che si possa vivere in esse. Vista da prima come luogo dove si operava l’incontro degli dei, poi visto come luogo di approdo per i naufragi o i marinai che si imbarcavano in avventure marine ed infine, come luogo per mettersi alla prova per sopravvivere. Per eccellenza, quando si parla di isole, si pensa all’Odissea alle avventure di Ulisse e al suo bagaglio di battaglie. Accanto ad Ulisse sulla soglia della porta vi era Penelope, in attesa del suo ritorno. Ella tesseva la tela e cercava di tenere lontani coloro che volevano prendersi gioco di lei mentre Ulisse andava per mare incontro alla sua leggenda. Tuttavia, nel tempo la letteratura si arricchisce di tradizioni sull’isola e ritroviamo anche la Tempesta di Shakespeare che verrà più volte ripresa dalle autrici insieme ad Itaca. Queste isole diventano luoghi di incontro per un confronto diretto tra culture e popolazioni differenti, emergono i problemi scaturiti dalla colonizzazione e le difficoltà dei popoli sottomessi. L’isola, simbolo di realizzazione, considerata come il mezzo, la nave, il viaggio, è un Eden che crea una visione utopica della vita. In particolar modo se si considera il viaggio fatto dai migranti per approdare in America con la speranza di un futuro migliore. Dalle isole della realtà passiamo anche a quelle della tradizione fantasy come Avalon, terra di una regina incontrastata che cerca di preservare l’equilibrio tra miti e tradizioni.

“…fra le donne lidie spicca come talvolta, tramontato il sole, la luna dita di rosa supera tutte le stelle; e posa la sua luce sul salso mare come sulle campagne rigogliose di fiori; e la bella rugiada si è diffusa e sono in fiore le rose e i teneri cespugli e il meliloto rigoglioso”.

Nel primo saggio di Paola Bono, navighiamo tra isole di pietra e di parole, ella ci fa un excursus e riferimenti di isole reali ed isole descritte dai versi dei poemi. Esalta i colori, gli odori di questi vasti luoghi, i quali non possono essere visitati tutti. Ci parla di Saffo, la poetessa di Mitilene, apprezzata per la sua bellezza, grazia e preparazione poetica. I versi di H.D. ripresi dalla’autrice in questo saggio sono di un’eleganza e stile unico riescono a trasmetterci la bellezza e l’oscurità che si cela dietro la vita su un’isola; descrivendo il dolore e l’orgoglio di una Penelope ancorata ad Itaca. Con Alessandra Riccio approdiamo a Caribe, arcipelago delle differenze, dove l’autrice mette in luce la natura geografica di Caribe, le differenze culturali e quelle linguistiche. Una presentazione di Caribe come un luogo dal quale partire o approdare per fare rivoluzione, un luogo circondato da un mare che ha visto scontri e battaglie per la conquista di territori e dove l’insularità si è fatta spazio nei poemi letterari di molti. 

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Marie-Hèlene Laforest, parla della storia dei caraibi, tenendo in considerazione l’incontro e lo scontro di vecchi e nuovi popoli, lo scambio e l’intreccio di nuove culture. E qui che accanto ad opere come la Tempesta, compaiono L’isola del tesoro e Robinson Crusoe, testi e racconti che sono esempio di come la cultura inglese si associa con quella delle isole, trasmettendo immagini di natura rigogliosa e generosa di un paradiso idilliaco. Maria Vittoria Vittori, ci rivela nel suo lavoro la presenza di nuovi territori estremi e simbolici, isole del tesoro e isole misteriose. La Ramondino, difatti, riprende un rapporto vitale con tutte le isole metaforiche e reali che conosce, per intraprendere da qui la navigazione di nuovi luoghi. Elisa Cazzola, ci parla di Ellis Island e del sogno dei migranti di lasciare il loro paese ed approdare in questa piccola isola, nella quale ricercare fortuna. Perchè, l’isola non viene vista solo come un luogo da scoprire e da vivere ma anche come un luogo che può donare possibilità a chi non ne ha. Vi sono tante storie di migranti che lasciano la loro casa natia alla ricerca di un lavoro sicuro per donare sostentamento alla loro famiglia oppure per inseguire i propri sogni. 

“Vi offrirò tre piccole metafore per la peculiarità insulare: una località storica, un uccello e un grandissimo libro. Fatene quello che volete”.

Ilha de Mocambique è il luogo che viene definito come l’isola di tutti, un luogo controverso pieno di storia e poesia. L’autrice, Jessica Falconi, descrive Ilha come il primo luogo di approdo dell’immaginario portoghese, perché è vista da loro come una meta obbligata dei viaggi fisici ed identitari. Il viaggio viene visto come momento di apprendimento di sè e della propria appartenenza, si scopre l’origine dell’identità e del desiderio stesso. Anche qui viene ripresa la figura di Penelope che si distingue dalla precedente, poiché qui abbiamo una Penelope che attende con parole taciute e contornate dal silenzio. “Una Penelope dunque che attende, navigando senza volto il silenzio, le parole taciute e segrete di questa nave tenuta dall’angoscia sempre al largo dal mio unico possibile cammino”.

Da luoghi reali a luoghi immaginari, Monica Luongo (una delle curatrici dell’opera) ci presenta Avalon, luogo menzionato e designato come posto di tesori e salvezza. Esso appartiene all’antologia mitica delle leggende che hanno come protagonista Artù e i cavalieri della tavola rotonda. Intrighi, battaglie e tesori fanno da sfondo alla leggendaria spada forgiata ed impugnata per un uomo forte e valoroso. Anche se fa parte dell’immaginario, Avalon viene vista come un esempio contro l’integralismo. Si batte contro le altre isole della letteratura perché non ha nulla di meno. Essa è un luogo di memoria di pace per chi è disposto a conservarne una. Ed infine, l’altra curatrice del libro Giuliana Misserville, scrive un saggio sulla Corsica, una terra appartata, una sorta di scoglio selvaggio dov’è forte il sentimento di’insularità e d’identità personale. Vi è la presenza di riferimenti letterari e di testimonianze di vita. Difatti, si inserisce il problema della locazione geografica della Corsica e l’esperienza di alcuni bambini. 

Lo stile accurato e ben attento delle autrici rende l’opera poetica e scorrevole nonostante la presenza d’informazioni di cui non tutti i lettori sono a conoscenza. Vi è un grande lavoro dietro di ricerche e scoperte di luoghi e riferimenti al tema dell’insularità che emerge nelle pagine di questo libro. Molti autori hanno scritto del loro rapporto con l’isola, luogo di appartenenza e di partenza ma, per molti anche luogo d’inizio e d’approdo. Le vicende del passato si mescolano con quelle di oggi, gli stranieri vengono ancora a ricercare fortuna e salvezza nelle isole. Il confine ristretto dell’isola si incontra con l’immensità del mare azzurro, orizzonti infiniti da sognare, raggiungere ed esplorare. L’isola è il luogo dove la donna attende il ritorno dell’uomo da questi orizzonti, l’isola è il luogo dove la donna sogna di vivere avventure, l’isola è un luogo problematico separato da un mare che spaventa più che meraviglia. Alla fine l’opera con i suoi meravigliosi saggi risponde alle domande che ci si è posti all’inizio: La prima riguardava il ruolo della donna in una comunità insulare e abbiamo visto, come la possibilità di un sistema sociale più fluido permetta maggior flessibilità al ruolo della donna. L’isola incomincia ad aprirsi ad una nuova realtà, ossia di una donna avventuriera. La seconda, rifletteva sul concetto d’insularità di ieri e d’oggi, arrivando alla conclusione che l’insularità è la condizione dell’uomo contemporaneo. Stare al confine ad osservare nuovi orizzonti. 

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La casa editrice Iacobelli Editore pubblica opere davvero particolari,perché i libri che finora ho letto contengono saggi che sono frutto di un lavoro lungo ed attento, effettuato da un gruppo di scrittrici e ricercatrici ben informate e preparate. Si prova gioia a leggere i loro libri perché si apprende pagina dopo pagina, cose nuove mai sentite e mai conosciute. Ve lo consiglio caldamente. 

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