“Vivere slow. Apologia della lentezza”- Marìa Novo

Titolo: Vivere slow. Apologia della lentezza.
Autore: Marìa Novo
Pagine: 136
Anno: 2011
Editore: Edizioni Dedalo

“Ogni verità attende in ogni cosa, non affretta e non ostacola il proprio parto”.

In attesa del 14 Giugno giorno in cui vi posterò la seconda recensione pedagogica sul libro “Ascoltare i bambini”, oggi vi volevo consigliare un altro libro di pedagogia. “Vivere slow. Apologia della lentezza” è un libro edito dalla casa editrice Dedalo Edizioni, scritto da Marìa Novo, scrittrice, artista plastica e direttrice del progetto ECOARTE. Esso è un progetto che si occupa dell’integrazione della scienza e dell’arte nel trattamento delle questioni ambientali. Tuttavia, passiamo a parlare del libro.

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Vivere slow è un libro che mi ha colpito da ogni punto di vista. Innanzitutto, per gli studi pedagogici che ho affrontato in questi anni e per la mia passione verso la pedagogia della lumaca, questo libro mi è apparso straordinario. Ho avuto l’impressione di sentirmi tutt’uno con ciò che stavo leggendo, come se fossi lì in quelle strade di Ferrara in bicicletta o a mangiare lentamente in un ristorante spagnolo. All’epoca, durante la stesura del mio elaborato di tesi, mi ero documentata molto sulle tematiche che vengono snocciolate in questo libro. L’importanza del tempo opportuno, migliore abbandonando il tempo cronologico, è una metafora di vita che desidererei cogliere ogni giorno. Sia in campo scolastico, sia nel quotidiano, bisogna compiere una rivoluzione di tempi e spazi promuovendo un tempo e spazio qualitativo, il tutto rivolto alla messa in atto di pratiche votate alla lentezza. Lo slow food, le gite in bicicletta,la creazione di marionette, la coltivazione degli orti didattici sono tutte proposte educative rivolte al ritrovamento dei ritmi naturali. Il segreto per vivere in uno stato di benessere sta nel mettere da parte kronos ed abbracciare il kairòs, il tempo giusto. Imparare, quindi, a “perdere tempo” per guadagnare nuovo tempo ed investirlo in attività produttive.

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Siamo nell’era del consumismo, della tecnologia e dello scorrere del tempo in maniera inesorabile, quindi, appare difficile far capire alle persone come rallentare i ritmi e ritrovare i vecchi valori, valori che non stanno nel produrre ed accumulare. I veri valori stanno nel camminare adagio, sperimentare ed agire con consapevolezza, valutando mezzi, fini e tempi opportuni. L’arte dell’imparare a vedere oltre il visibile, a comprendere che dobbiamo capire come utilizzare il tempo, fonte inesauribile di cambiamento. Nel libro vi sono diversi suggerimenti ed esperienze fatte in prima persona dalla stessa autrice che ci donano degli spunti su come vivere all’insegna della lentezza e come godere del tempo. Nella prima parte, vi sono riflessioni sul tempo: la sua storia, l’importanza del kairòs e del mettere in un angolo la fretta, cattiva consigliera. Il riappropriarci dei ritmi naturali ci permetterà di ri-instaurare un rapporto più sano ed adeguato con l’ambiente che ci circonda, pensando anche ad uno sviluppo sostenibile. Difatti, nella seconda parte, vi sono esperienze di alcune persone che descrivono il loro modo di impiegare il tempo. La banca del tempo, lo slow food, il sorridere ai passanti sono tutte pratiche che non ti tolgono tempo ma ti donano una nuova concezione di esso. 

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Lo stile è semplice ed estremamente essenziale, un libro comprensibile anche a chi non è del campo pedagogico, anzi può essere visto come un piccolo manualetto che dona dei consigli sul vivere bene. Il linguaggio appare quasi poetico e letterario per via delle citazioni disseminate qua e là nelle varie pagine. Ho amato ogni singola citazione e piccolo saggio, difatti, l’ho divorato in pochissimi giorni. Questo libro insegna a vivere il presente, a cogliere le strategie della natura, scegliendo tra le varie alternative. Insegna a fare tesoro dei piccoli rituali quotidiani, di gentilezza e del rispetto. Insegna a godere della bellezza della natura e del tempo che ci viene donato nella nostra vita da sfruttare al meglio. La bellezza della lentezza si cela nel non fare, nel recuperare l’innocenza dell’infanzia quando si godeva della parte ludica e creativa della vita. Vi consiglio caldamente questo libro non solo perché sono una pedagogista, amante e sostenitrice della pedagogia della lentezza ma perché troverete degli spunti davvero interessanti per vivere in maniera creativa. Un elogio della lentezza nel quotidiano. Qui trovate la scheda del libro: Vivere slow. Apologia della lentezza

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