“Guerra d’amore”- Maria Teresa Cipri

Titolo: Guerra d’amore
Autore: Maria Teresa Cipri
Pagine: 272
Anno: 2016
Editore: Alter ego

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“Avrei voluto portarti con me o magari tornare a casa e trovarti, raccontartelo, quello che stavo facendo, invece di chiedermi inutilmente dove mai andranno a finire le anime di chi lascia questa terra”.

Sotto consiglio dell’autore di ComeTe (Recensione ComeTe), Carlo Minervini che stimo come scrittore, mi è stato consigliato il libro di Maria Teresa Cipri, Guerra d’amore. La prima cosa che salta subito all’occhio è la copertina con il richiamo a personaggi illustri della letteratura, circondati da lettere grandi e piccole. La seconda cosa che risalta è la divisione del libro in due periodi: il primo narrato dalla figlia della coppia da adulta che descrive la sua vita andando a ritroso; il secondo, che descrive la vita dei suoi genitori prima come esseri singoli e poi come coppia.

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La narrazione si apre con una riflessione della figlia di fronte alle magnificenze dei Musei Vaticani, la quale continua a stupirsi come faceva il padre di fronte a cotanta bellezza. Tuttavia, il pensiero della scomparsa del padre, la non presenza di egli nella sua vita è una questione ancora calda e che la turba molto. Difatti, disseminate qua e là nel romanzo ritroviamo esternazioni di sconforto, espresse con un linguaggio estremamente aulico ed inteso: “E allora torno indietro sconsolata, rovisto febbrilmente nella mia anima in subbuglio che non smetterà mai di cercarti e comincio, emozionata e tremante, la stesura dell’affresco che giace incompiuto dentro di me”. Parole forti, ricercate e sentite che donano pathos a tutta la storia e trasmette immediatamente al lettore le emozioni provate dalla giovane. La forza del romanzo, difatti, sta nell’importanza donata ai sentimenti e alle riflessioni interne che ci fanno comprendere molto del dissidio interiore provato dalla protagonista. 

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“Eravate il giorno e la notte, il bianco e il nero, ma ciò non è servito a creare la classica attrazione fatale degli opposti che si attraggono”.

Guerra d’amore è un romanzo che non tratta la guerra dal punto di vista bellico (nonostante i riferimenti dell’esperienza vissuta da Salvatore), nè una guerra adolescenziale, è intenso nel senso più quotidiano e reale del termine. Con il termine guerra di designa una lotta continua all’interno delle mura domestiche, lo scontro tra due personalità che sono opposti e non compatibili. Una guerra d’amore nata dal momento in cui Salvatore e Peppina sono stati costretti a sposarsi per via di un matrimonio combinato e piuttosto che unirli il tetto coniugale li ha divisi. Ogni giorno sempre più lontani, sempre più nascosti dietro le loro passioni. Difatti, mi colpirono due periodi importanti legati a questa coppia: il primo, dopo il matrimonio lui così entusiasta di condividere con la nuova moglie la sua passione per i musei, si ritrovò una moglie sconsolata ed infelice che voleva solo tornare a casa; il secondo, quando il marito finì all’ospedale, ella si sentì libera e sola allo stesso momento. 

“E con gli unici prigionieri, mai rilasciati del tutto, che guerre come queste possono produrre: i figli”.

Ebbene si, i figli sono coloro che subiscono più di tutti queste guerre d’amore. Il clima familiare non è l’ideale per crescere in armonia una giovane fanciulla ( e il fratello Luigi che viene menzionato molto spesso), la quale si ritrova in mezzo a liti che spesso scatena inconsapevolmente essa stessa. La giovane donna, sin da ragazzina ha cercato di mettersi nei panni dei genitori, soprattutto in quelli del padre avvicinandosi a lui e alla sua passione. Tuttavia, il suo essere stralunato e solitario non lo portava a condividere a pieno questa sua mania per i musei, escludendo tutti dalla sua vita. “Salvatore, da sempre convinto che dentro un libro ancora da aprire potessero celarsi meraviglie, considerò anche Roma alla stregua di un’enciclopedia e cominciò a sfogliarne la grande bellezza”. Ciò nonostante il personaggio di Salvatore mi piace molto. Innanzitutto, perché nonostante le umili origini è abbastanza colto e preparato per quanto riguarda la Divina Commedia ( di cui sarà ossessionato) e l’arte (in particolare Michelangelo). Nonostante non sia il rapporto a cui auspicherei trovo particolare il rapporto con la figlia, anche se scostante, poiché cerca in qualche modo di pensare al suo bene e questo lo si vedrà in svariati momenti della sua vita. Le vicende vissute a Firenze, Venezia, Roma non hanno fatto altro che aumentare la sua passione verso il disegno e l’arte in generale, passione che sarà trasmessa alla stessa figlia.

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“Voleva sapere se avevo qualcuno da amare… ma… che dovevo rispondergli, che la vita sentimentale era vuota come il deserto dei tartari?”

Stilisticamente, posso dire che la trama è molto lineare non vi sono buchi temporali, nè periodi incomprensibili, anzi la lettura è scorrevole e piacevole. Mi piace molto questo dualismo nella trama, perché ti fa comprendere come le scelte dei nostri genitori possono in qualche modo influenzare le nostre future scelte. Notiamo anche il passaggio da un periodo all’altro, grazie ai riferimenti storici (anni di Piombo, strage di piazza Fontana, la morte di Aldo Moro), le introduzioni tecnologiche (la televisione) e i cambiamenti universitari e professionali. Potete immaginare come il passaggio dagli anni 60 ad oggi, abbiamo generato un cambio non solo generazionale ma anche mentale. Ecco, perché la figlia cresciuta sotto il tetto di un sessantottino, amante dei musei, avrà difficoltà a distaccarsi dall’idea di mondo che gli è stata impartita.

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Guerra d’amore è un libro che mi è stato consigliato e che consiglio a mia volta, perché è un libro che parla di noi. Tutti viviamo nell’era del consumismo e delle liti domestiche e molto spesso ci ritroviamo in mezzo e non sappiamo come uscirne. Ognuno di noi ogni giorno combatte una guerra che sia la propria o quella di qualcun’altro. Dobbiamo solo avere il coraggio di fare le nostre scelte e capire quando lottare e quando smettere di farlo. Guerra d’amore è un libro sullo scambio generazionale, sul rapporto genitore-figli, sull’amore per l’arte e la letteratura. Chi è amante dei libri come me non può lasciarselo scappare. 

 

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