“L’amore addosso”- di Sara Rattaro

Titolo: L’amore addosso 
Autore: Sara Rattaro
Pagine: 241
Anno: 2017
Editore: Garzanti

“Si chiama tempo zero: per gli scienziati è il momento in cui tutto ha inizio”.

Salve lettori, in queste calde giornate estive, sono riuscita a trovare conforto tra le pagine dell’ultimo libro di Sara Rattaro, edito dalla casa editrice Garzanti. Quest’autrice riesce sempre a commuovermi e a coinvolgermi con le sue storie, così vere e piene di pathos (vedi la recensione di Splendi più che puoi). Questo, perché la Rattaro racconta storie ed emozioni che possono essere vissute da tutti noi, senza esclusione. Ella parla dritta al cuore del lettore, lasciando un segno incancellabile. 

La protagonista della storia è una giovane donna che accompagna un uomo all’ospedale, il quale viene ricoverato d’urgenza, perché era in gravi condizioni. Nello stesso ospedale, vi è un’altra donna che attende notizie sul marito, vittima di un incidente d’auto. In attesa di notizie, scopre che non solo la famiglia di lui ha cercato di mettersi in contatto con lei da ore ma, che con il marito vi era un’altra donna ma non appare stupita. La donna che attende e la donna che soccorre sono la stessa unica persona: Giulia. In un unico giorno, le due parti di Giulia entrano in collisione, la moglie fortunata si incontra con l’amante appassionata e confusa. Ci si chiede: Cosa ha spinto Giulia a condurre due vite parallele? Chi sono i due uomini sui letti dell’ospedale? 

l'amore addosso

“Arriva il momento in cui le nostre vite non sono più quelle di prima. Affrontiamo le nostre paure, accettiamo la sfida e ammettiamo di essere innamorati. E, a volte, scopriamo che quel cambiamento è proprio la risposta alle nostre preghiere”.

Anche in questo romanzo, lo stile utilizzato dalla Rattaro è semplice ed essenziale. Nonostante affronti sempre tematiche importanti, in questo caso il tradimento e la maternità, ella lo fa con una grande delicatezza e con l’uso di un vocabolario ben selezionato ma comprensibile. Una particolarità che salta all’occhio sono le citazioni che spesso, si trovano a fine di ogni capitolo perché portano il lettore a soffermarsi su ciò che ha letto. Leggendo il romanzo tutte noi ci siamo immedesimate in Giulia o almeno in una delle sue due parti. Giulia rappresenta le donne di oggi che vivono una vita in bilico tra la vita che si vive e la vita che si vorrebbe vivere. Incastrata in un matrimonio che le sta ormai stretto per mancanza di dialogo e anche di passione, ricerca tra le braccia di un altro uomo ciò che le manca. Il marito e l’amante hanno una cosa che li accomuna: vengono visti da Giulia come una possibilità di fuga. Il primo, da una famiglia ingombrante perché la madre Giulia ha sempre cercato di prendere lei le decisioni più importanti per la vita delle figlie. Il secondo, si presenta come una nuova possibilità, una nuova vita fatta d’amore e passione. Giulia vive in maniera strana il tradimento. A volte appare piena di sensi di colpa, altre volte si giustifica dietro i comportamenti e silenzi del marito. La mancanza di dialogo deteriora il rapporto tra lei e il marito, creando anche dei fraintendimenti. Sulla stessa scia, vi sono i sentimenti e sensi di colpa dell’amante e andando avanti con la lettura, ci si chiede cosa desideri davvero da questa donna. 

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Tuttavia per comprendere la psiche di ognuno di noi si deve partire dall’infanzia, dal modo in cui veniamo cresciuti e dai valori che ci vengono impartiti. Giulia, ha sempre auspicato ad essere libera e amata in un modo che forse riuscirà a comprendere solo alla fine del romanzo. Questo, perché ella porta dentro di sè un segreto che la fa essere un essere tormentato e disilluso; un peso che è difficile da sopportare tutta da sola. Giulia porta addosso un grande vuoto d’amore che l’ha perseguitata per tutta la vita, condizionandola nelle sue relazioni. Ella vive un grande caos che non si può zittire, che non si può riordinare se non si riparte da ciò che l’ha generato. Ed è qui che la tematica della maternità entra in gioco. La Rattaro dedica spazio a due tipi di maternità: quella conflittuale e quella negata. Il rapporto tra la madre e Giulia è pieno di alti e bassi, si amano ma non si comprendono. Questo, perché la madre per amor della figlia ha preso spesso delle decisioni che agli occhi degli altri son molto discutibili. Per quanto riguarda la maternità negata, ci sarà capitato spesso di sentire le madri dire: “Oh, guardala alla sua età è rimasta incinta. Sarà pronta a crescere un bambino?” Non vi sono risposte giuste a questa domanda, perché ogni situazione è diversa come lo è ogni donna. Noi, nasciamo con una sorta d’istinto materno che ci fa essere più affettuose, amorevoli e pronte a costruire una famiglia ma il problema è che non vi un’età precisa su quando mettere al mondo dei bambini. La costruzione del nucleo familiare dipende non solo dalla persona e contesto familiare ma anche dalla maturità psichica. Io sono convinta che si può essere madri anche senza avere figli ed in questo caso anche se non si cresce il proprio figlio. Si rimane madri, perché nessuno potrà cancellare i nove mesi in cui ci si è occupati del proprio piccolo, nutrendolo e donandogli affetto con la propria voce. Si rimane madri di un piccolo che anche se lontano da noi, continueremo a pensare e ad amare. 

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“La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia”. In questa frase è racchiusa tutta l’essenza del romanzo, l’essere combattuti tra ciò che è giusto e sbagliato, tra ciò che abbiamo e ciò che vogliamo. Con l’arrivo dell’amante, Giulia riporta alla luce tutti i suoi desideri, dubbi e paure che aveva nascosto per anni. Ci appare una Giulia non solo appassionata ma fragile e sconvolta dalla vita. Una Giulia così piena di emozioni che sovrasta ed inonda il lettore, ecco perché ogni volta che finisco un libro della Rattaro, la malinconia mi assale perché mi immedesimo così tanto nelle storie che non ho il desiderio di abbandonarle. Vi consiglio “L’amore addosso”, perché solo l’amore ci potrà spingere ad essere ciò che siamo veramente. Grazie, a questo libro il lettore comprenderà che non si possono custodire dei segreti a vita perché essi ci condizionano in maniera irreparabile. Meritiamo di essere felici e meritiamo di vivere un grande amore, coltivandolo ogni giorno con fiducia, dialogo e rispetto. Lasciatevi sorprendere ed inondare dall’amore. 

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3 risposte a "“L’amore addosso”- di Sara Rattaro"

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