“Dolore”- Zeruya Shalev

Titolo: Dolore
Autore: Zeruya Shalev
Pagine: 286
Anno: 2015
Editore: Universale Economica Feltrinelli

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“A una rabbia ne segue un’altra, un’ansia dopo l’altra, e nella luce trasparente del mattino gli eventi diventano una sequenza spinosa e crudele, uno spillo dopo l’altro”.

Come vi avevo accennato nella recensione del libro Adesso di Chiara Gamberale, Dolore era l’altro libro su cui avevo posato gli occhi. Tuttavia, la Shalev è riuscita a convincermi e a non deludere le mie aspettative. Vi presento la trama e poi di seguito le mie opinioni su questo libro israeliano. 

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Il libro narra le vicende di Iris, una donna di quarantacinque anni, sposata e con due figli (Alma e Omer) e due grandi traumi che si porta dentro: l’abbandono del suo primo amore, Eitan che l’ha devastata in tutti i modi possibili; e un’incidente di cui è stata vittima anni dopo. Ella si è ritrovata al centro di un attentato, provando la brutta sensazione di trovarsi in bilico tra la vita e la morte. A distanza di quasi dieci anni, Iris porta dentro di sé ancora questi dolori che risalgono a galla ad ondate tramite piccoli dolori corporali e pensieri fissi. Inoltre, la sua vita coniugale non era più come prima, lei e il marito Michi non andavano sempre d’accordo soprattutto per quanto riguardava alcune scelte da prendere per i figli. Iris, oltretutto, sospettava che il marito avesse un’amante e a questa preoccupazione si aggiungono quelle per i suoi figli. Senza accorgersene i suoi figli stanno crescendo. Mentre Omer non desta problemi a parte qualche richiamo alla realtà da parte della madre, Alma con il suo trasferimento a Tel Aviv e la frequentazione con un uomo più grande, porta Iris ad andare in crisi. Alma inizia a sospettare che la figlia si faccia plagiare da quest’uomo e ne avrà le prove man mano che passeranno i giorni. Nel frattempo, un incontro inaspettato porterà scompiglio nella sua vita. Iris si troverà faccia a faccia con colui che le ha spezzato il cuore: Eitan. Come si comporterà Iris? Rinuncerà alla sua famiglia per lui o lo lascerà andare via, come lui ha fatto con lei dieci anni fa?

La storia narrata dall’autrice israeliana è toccante ed intensa. Il suo stile narrativo è molto differente da quelli che ho letto sino ad ora. Innanzitutto, quando riporta i dialoghi, ella li inserisce nella narrazione stessa senza creare un distacco, cosa che da una parte crea omogeneità; dall’altra un pò di confusione nel comprendere chi sta parlando. Attraverso la sua scrittura sensuale e fluente, dà voce all’Io interiore di Iris che manifesta la complessità dei suoi pensieri nei confronti della vita e delle relazioni. In particolar modo, si nota che il matrimonio con il marito non era ciò a cui ella auspicava, poiché nonostante ami i suoi figli non traspare grande amore per Michi da queste pagine. Tutt’altra cosa sono le emozioni che mi ha suscitato l’incontro con Eitan. E’ vero quando si dice che il primo amore non si scorda mai. Nonostante le sofferenze che egli gli ha inflitto, ella lo vede con gli occhi di quella ragazzina che era innamorata di lui, che lo ama ancora come fosse il primo giorno. Ella lo ammira, lo osserva e desidera stare con lui. Alla vista di lei, lui sembra tornare indietro negli anni e gli sale il senso di colpa, la consapevolezza di aver abbandonato il suo primo amore e di aver fallito per ciò nelle sue relazioni passate. Ma, la felicità può durare? Abbiamo compreso noi lettori che è solo uno status effimero e di breve durata, poiché si devono fare sempre i conti con la realtà e le conseguenze delle proprie scelte. Iris, non è più una ragazzina e ciò lo dimostra il fatto che nonostante si butti a vivere brevi momenti d’amore con lui, il suo pensiero è sempre verso la sua famiglia. Ciò le fa grande onore, soprattutto per come affronterà la questione della figlia. 

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“… a lei torna in mente la padella che ha lasciato sul fuoco stamattina, bruceremo così forte da diventare una cosa sola, nessuno saprà mai che eravamo due, giorno dopo giorno, notte dopo notte, saremo insieme”.

Un aspetto fondamentale che emerge dalla lettura di “Dolore” è la mancanza di comunicazione. Molto spesso Iris e Michi si trovano su due mondi differenti sembrano non capirsi e finisce che il secondo si debba sottomettere alle sue decisioni senza esserne convinto. Una situazione simile si presenta nei dialoghi tra Iris ed Eitan, egli non capisce perché lei pur amandolo non molla tutto per stare con lui e lei non riesce ad esprimersi ad aprirsi del tutto con lui sulle motivazioni che la spingono a rimanere con Michi. Il rapporto madre-figlia viene attenzionato moltissimo in questo libro e anche qui la comunicazione tende a vacillare. La ragazza non riesce ad esprimere il desiderio di sentirsi protetta e sostenuta dalla sua famiglia, dall’altro canto la madre ha paura di dire le parole sbagliate e perderla e quindi, tende a comportarsi in maniera molto cauta. Alla fine del romanzo i nodi familiari verranno a galla e tutto sarà molto più chiaro. Anche se ho trovato il finale un pò sbrigativo e poco coinvolgente rispetto a tutto il romanzo, come se ci fosse fretta nel concludere la storia. Avrei preferito si attenzionasse di più la vicenda finale ma forse si sarebbe andati fuori tema. 

Amore e dolore. Gioie e lacrime. Scelte e rinunce. La vita di Iris e delle persone intorno a lei sono composte da tutti questi aspetti, come la vita di ognuno di noi. Ad un amore adolescenziale segue un dolore, seguito da lacrime, traumi ed ansie. Ad un amore ritrovato segue la gioia racchiusa di un abbraccio, la scelta di amarsi ancora un pò e la rinuncia della felicità che non appare così giusta come un tempo. Il dolore fisico di Iris si mescola con il dolore del cuore, quindi, ci si chiede ad un certo sono diventati un tutt’uno o il dolore d’amore ha avuto la meglio? Il dolore si annida nelle ossa di Iris e non la lascia più e come se avesse trovato terreno fertile per crescere e nutrimento per sopravvivere ancora ed ancora. Accanto al dolore della madre, vi è il dolore di Alma perché ha visto soffrire la madre per così tanti anni, quando invece lei desiderava solo starle accanto e vivere la sua infanzia. Forse, Alma è cresciuta troppo in fretta e adesso la bambina che è in lei richiede le attenzioni perdute. Inoltre, le vicende delle madri di Iris ed Eitan fanno capolino nei loro dialoghi, emergono ricordi che hanno inciso fortemente nelle loro vicende passate. Peccato che l’autrice non si soffermi su queste vicende come non si è soffermata sull’attentato di cui è stata vittima Iris, cosa che mi ha lasciato un pò d’amaro in bocca. Sinceramente avrei voluto saperne di più.

Non mi resta che augurarvi buona lettura. Siate pronti a farvi inondare dal dolore descritto da Zeruya Shalev e cercate di capire di Iris, così solo amerete la sua storia. 

 

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