“Smith & Wesson”- Alessandro Baricco

Titolo: Smith & Wesson
Autore: Alessandro Baricco
Pagine: 108
Anno: 2014
Editore: Feltrinelli

“E’ bello, perché adoro disseppellire i giorni, a uno a uno, dalla memoria della gente. E’ come un solitario, è come girare a una a una delle carte sul tavolo, mi rilassa, mi intrattiene, è piacevole”.

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Con questo libro, completai la mia collezione dei libri di Baricco a Natale poiché lo seguo da anni il suo lavoro come scrittore e ho sempre affermato che egli è tra i miei autori preferiti. Tuttavia, nonostante l’intensità e la forte morale insita in questo libro non ne sono rimasta così colpita come i suoi romanzi storici. Forse, perché è un testo teatrale ed io prediligo quelli alla vecchia maniera shakesperiana, ma non mi ha lasciato emozioni forti. Passiamo a delineare la trama.

Siamo nel 1902 presso il fiume Niagara, ritroviamo due uomini: Tom Smith, truffatore fraudolento che fa il meteorologo basandosi su un modello statistico alquanto stravagante e Jerry Wesson, il quale possiede un chiosco nelle vicinanze e prevede il tempo limitandosi a osservare il colore del fiume. La prima parte dell’opera è composta da uno scambio di battute tra i due personaggi che cercano di conoscersi, interrotti da una bella e interessante donna, Rachel Green. La Green era una giornalista brillante che voleva avvalersi dell’aiuto dei due uomini per fare notizia. Così, cerca di sfruttare i loro talenti per coinvolgerli in un’avventura straordinaria.

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Attraverso una sceneggiatura istrionica fatta di statistiche, passati di fave e cadaveri, Baricco ci presenta una storia fuori dal comune che rappresenta metaforicamente il metodo per spezzare la routine e dare una scossa alla propria vita. Ed è quello che fa Rachel Green, ella ha un obiettivo: Fare notizia, essere ricordata per qualcosa di straordinario. La donna vive con l’incubo di uscire dall’anonimato e lo farebbe anche a costo di mettere a repentaglio la sua vita, dimostrando incoscienza ma nello stesso tempo grande fegato. Gli uomini, invece, sono molto particolari. Smith è così ironico e al tempo stesso così interessante per la sua idea delle statistiche ma anche per la sua memoria così ferrea. Wesson sembra un uomo tutto d’un pezzo che si porta dietro il mito del padre e la sua fama tende ad oscurare la sua carriera. 

“…prima, ecco, prima sì, morivo ogni giorno un po’, quello era morire. Ma in un modo che, francamente, non fa per me”.

Sembra di essere sempre sospesi tra sogno e realtà, perché le idee descritte dai tre appaiono così fantasiosi agli occhi di uomini coscienti e realisti. Il ritmo incalzante e perfetto del testo è dato dall’utilizzo della punteggiatura che rende lo scorrere delle vicende molto intenso. I toni si alternano tra una risata e dubbi drammatici per la non riuscita del piano, quindi, Baricco gioca ad inserire nel testo pause che donano suspence e preparano il lettore ad una nuova immersione nella lettura. L’idea della botte da lanciare nella cascata mi è apparsa molto metaforica, una sorta di macigno dal quale liberarsi, gettandolo nelle gelide acque che si risucchiano tutto non riportando a galla nulla. 

“Faremo accadere qui qualcosa che non è mai successo prima, afferma Rachel con convinzione, perché non la voglio dar vinta a quei porci, non voglio tornare a casa da mio padre e non desidero rinunciare ai miei sogni. Perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita”.

L’opera gira per tutto il tempo intorno al tema dell’esistenzialità. Lo scopo della vita dei tre è poco discutibile e alquanto confuso, quindi, la proposta della signorina cade a pennello. Con la messa in atto del piano, tutti e tre troveranno il senso della propria vita, compreso dalle conseguenze con cui avranno a che fare. Saranno inondati da nuove emozioni e da momenti di popolarità che li scuoteranno dalla loro vita apatica e robotica. Non aspettatevi un’opera di alto livello ma non perché è scritto male anzi, Barrico è sempre una certezza in questo campo ma bisogna comprendere che non è un romanzo e quindi, le emozioni e il tipo di lettura è estremamente differente. Sicuramente lo apprezzerei di più se vedessi la rappresentazione o trasposizione filmica. 

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