“Le escluse”- Jeanne Benameur

Titolo: Le Escluse
Autore: Jeanne Benameur
Pagine: 91
Anno: 2016
Editore: Ortica Edizioni

“Luce vuole inventare un sistema tutto suo per scrivere le lettere, non desidera altro che dimenticare l’abbecedario”.

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In queste poche pagine l’autrice ci racconta la storia di una madre e una figlia, La Varienne e Luce, due povere anime dimenticate dal mondo. Unite da un legame quasi viscerale e a tratti soffocante, si nascondono dal mondo e schivano ogni rapporto umano. Esse hanno paura di tutto ciò che non comprendono, dei giudizi del mondo e di tutto ciò che è straniero. Vivono nella loro tenera e calda casa da anni senza sentire l’esigenza di fare dei cambiamenti, vivono come se fossero seppellite lì dentro. Tuttavia, al sesto compleanno della piccola sono costrette a squarciare il velo che ricopre la loro vita e inserire la giovane a scuola. Ciò causerà non pochi problemi.

La storia narrata da Jeanne Benameur è triste e malinconica. Sin da subito si percepisce che il rapporto tra La Varienne e Luce è abbastanza viscerale e anche inquietante, poiché vivono una vita da recluse e fuori dal mondo. La bambina conosce solo il volto e le parole della madre senza capire che esiste molto al di fuori. Per questo quando si richiederà l’ingresso obbligatorio nella società tramite l’inserimento della piccola a scuola, apparirà spaventoso e radicale. Il loro piccolo mondo viene messo in pericolo dai nuovi volti e le intromissioni della gente. La stessa piccola inizierà a sviluppare un profondo malessere per le urla dei compagni che imparerà ad ignorare, prestando attenzione alle nuove cose che la circondano. Ed è qui che entra in gioco la maestra Solange, il personaggio che più ho ammirato. Solange cerca di aprire un varco nella testa della bambina e di aiutarla ad apprendere, incominciando dal suo nome. Ma la bambina si rannicchia nell’angolo più buio, ancora spaventata dal nuovo luogo e dai drammi che si porta dentro. Luce non riesce ad affrontare la situazione e il cambiamento e quindi, fugge via mentre la maestra non si da pace. Solange incarna la tipica maestra che si fa in quattro per raggiungere dei risultati, una maestra che crede in quello che fa e nel suo percorso pedagogico. Ella è una docente appassionata e motivata che crede nella scuola e nel suo valore, poiché è il luogo dove aiutare i ragazzi a potenziare le loro capacità. E’ un’eroina moderna che combatte e rincorre il cambiamento per rendere i suoi alunni migliori, cogliendo le sfide che incontra ogni giorno.

Non vi sono grandi momenti di felicità a parte quelli legati alla gioia provata da Luce durante il ricamo. Ella scopre che attraverso quei fili colorati poteva rappresentare un mondo intero, il mondo che non esprimeva a parole. Visti i fallimenti ottenuti a scuola, poiché fu obbligata ad andare al compimento del sesto anno, la madre non si sentì di bloccare questa sua nuova passione e capacità d’espressione. Luce riporta alla memoria le parole della maestra e progressivamente si fa cullare da suoni ed immagini fino a quando non pronuncerà il suo nome. Al fiorire della giovane è direttamente proporzionale lo sfiorire della maestra che ha raggiunto il suo scopo inconsapevolmente. Consiglio questo romanzo a chi non si fermerà alle prime pagine, perché il senso lo si comprende alla fine, a coloro che credono fermamente al cambiamento e a coloro che vogliono aprire la loro mente a nuovi scenari. 

 

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