“L’incubo di Biancaneve. La città dei mercenari”- Scarlet Danae

Titolo: L’incubo di Biancaneve. La città dei mercenari
Autore: Scarlet Danae
Pagine: 169
Anno: 2017
Editore: Scarlet Danae

Gustando una delle ultime granite dell’anno, mi sono dedicata alla lettura delle ultime pagine di questa storia fantasy, scritta dall’autrice emergente Scarlet Danae. Come sempre do spazio agli autori emergenti, perché è giusto aiutarli a sfondare nel loro campo e mi fa piacere poter essere d’aiuto.

La protagonista della storia è una ragazza molto sfortunata di nome Bianca che vive con una perfida matrigna, la quale per invidia utilizza la bellezza della giovane per scopi poco dignitosi. Difatti, la ragazza è una schiava sessuale che vive la vita all’estremo tra sesso e droga. Un giorno, l’amante di Bianca le propone una droga nuova sul mercato, la quale è contenuta all’interno di una mela. Tuttavia, l’overdose sarà fatale per la giovane che si ritroverà in un mondo parallelo infetto da un virus mortale e pieno di demoni e mostri. Chi sarà disposto ad aiutarla? Come sopravviverà? Chi è Darknight e perché i mercenari lo tengono prigioniero?

Lo stile della storia di Scarlet Danae è stravagante e fuori dagli schemi dei soliti fantasy che sono stata abituata a leggere. La scrittrice riesce a dosare ironia e sarcasmo, tentando di attirare l’attenzione del lettore in maniera originale. Come si legge dal suo romanzo, ella ambienta e stravolge la storia di Biancaneve, citando diversi personaggi e fiabe dei Grimm. Con ciò non solo pone l’attenzione su fiabe poco conosciute ma tenta di riprendere un’atmosfera più dark e cupa, simile a quella presente nelle storie dei due fratelli tedeschi. Ho trovato particolarmente originale, l’ambientazione apocalittica della città dei mercenari nella quale si risveglia Bianca e la stessa protagonista è un miscuglio tra la donna ribelle e la donna speranzosa. Ella esce un pò dagli stereotipi a cui siamo ormai avvezzi, riesce a distinguersi proprio perché non è come le solite fanciulle indifese, anzi sa difendersi benissimo.

In questo primo episodio (a cui ne seguiranno altri) la Danae pone in risalto con la sua storia una sorta di protesta contro la società nella quale viviamo piena di robe tossiche e nocive per il genere umano ma nello stesso tempo in chiave sarcastica ci fa sognare ed immaginare un mondo dominato da demoni ed infetto da virus. In fondo c’è un pò di Bianca in ognuno di noi, non siamo tutti come le dolci Biancaneve che aspettano il principe azzurro. Spero che il pubblico possa capire a fondo questa storia perché è diversa dagli altri fantasy e ha bisogno di più concentrazione e di una mente aperta a nuovi scenari. I disegni all’interno sono esplicativi della storia che viene narrata e devo dire che è stata un’ottima scelta metterli come apertura del capitolo. 

Dall’intervista dell’autrice si comprende molto del romanzo sia dalle scelte dell’ambientazione, sia sulle tematiche su cui verte. Devo dire che mi hai chiarito parecchi dubbi e sono stata felice di aver letto le sue risposte. Credo, che sia il caso di dare una chance al suo romanzo e attendo di leggere i prossimi episodi. Innanzitutto, ti volevo ringraziare per avermi inviato il tuo pdf e per la fiducia che hai riposto in me.

1-     Scarlet Danae è il tuo vero nome? Se è si da dove vieni oppure è uno pseudonimo? 

Scarlet Danae è uno pseudonimo. Ho deciso di non usare il mio vero nome perché ci tengo a tenere separata la mia identità di scrittrice da quella ordinaria, di tutti i giorni.

2-     Come mai tra tutte le fiabe hai scelto quella di Biancaneve? E perché la scelta è ricaduta su una versione “dark”?

In realtà all’interno del libro sono citate diverse fiabe dei Grimm, anche le meno conosciute. Ho deciso di usare un’ambientazione Dark e dagli accenni Steampunk, sia per ricordare la vera visione grottesca delle fiabe dei Grimm, sia per adattare il fantasy a qualcosa di contemporaneo che fosse più “surreale”, quasi onirico. Inoltre, sono cresciuta a botte di The Exploted, Sex Pistols, Mr. T Experience e compagnia bella, per non parlare delle innumerevoli tinte per capelli e le borchie che mi obliteravano ogni parte del corpo. Ma questa è un’altra storia.

3-     Ci sono stati libri o eventi della tua vita che ti hanno ispirato a scrivere questa storia?

In realtà sono stati diversi gli eventi: la passione, innata, per i Grimm; la voglia di scrivere un fantasy particolare; i miei sogni sempre troppo strani; la mia cocciutaggine, che mi ha spinta a voler scrivere qualcosa “fuori dalle righe” anche con la possibilità di fallire e scrivere una schifezza.

4-     Ti rivedi in Bianca oppure è solamente frutto della tua fantasia?

Io e Bianca siamo completamente diverse, ma da una parte lei rappresenta come una sorta di liberazione, mi spiegherò meglio. Spesso noi donne siamo vittime di costanti etichette, o sarebbe meglio dire “stereotipi”, dobbiamo sempre essere in un determinato modo nonostante l’emancipazione ottenuta: dobbiamo essere femminili, serie, austere, o dolci, o trasognanti, romantiche, avventurose. Non ci è mai concesso essere meschine, codarde, volgari, sboccate, menefreghiste e tant’altro. Bianca è la rappresentazione del tradimento di ogni valore femminile, ma non dev’esser vista come un’offesa, anzi. Bianca è umana, è un eroina che al contempo mostra i lati deboli di ognuno di noi, la liberazione della nostra parte negativa senza doverla tenere nascosta, perché non ha più nulla da perdere, e per questo è anche un anti-eroina.

5-     La scelta dell’ambientazione in un mondo quasi apocalittico è dettata solo dalla tua immaginazione o da convinzioni filosofiche/personali sul mondo di oggi?

Il mondo delle fiabe contaminato da un virus, rappresenta come il nostro mondo interiore, un tempo pieno di fantasia e libertà, stia divenendo sempre più oppresso, oscuro, dettato da leggi della società esterna che ci impongono di essere in un determinato modo, anche contro la nostra volontà.

6-     I disegni che vi sono all’interno dell’opera sono molto particolari, come è nata la collaborazione con l’illustratrice?

Siamo amiche da molto tempo. Ci siamo sempre incoraggiate a vicenda, ed anche lei è una scrittrice. Anticipo che a breve anche lei pubblicherà indipendentemente un romanzo distopico.

7-     Il romanzo si conclude con un finale molto aperto e diciamo con l’avventura di Bianca in sospeso. Oltretutto, vi è un insolito “Ci rivediamo per il prossimo episodio”, ne deduco quindi che la storia sarà composta da più episodi? Sarà una specie di libro a novelle o stile fan fiction?

Sì, saranno più volumi. Una raccolta di novelle.

8-     Cosa ti aspetti che il lettore provi durante la lettura del tuo libro?

Vorrei che si lasciasse andare alla fantasia, che immaginasse ogni ambientazione a modo suo, ma soprattutto che si diverti.

9-     Descrivi in poche parole la sensazione che hai avuto la prima volta che hai visto il tuo libro stampato.

Attualmente non l’ho ancora provata dato che la piattaforma di stampa sta facendo un casino dopo l’altro. Dannati.

10-  Prossimo romanzo in cantiere? Oppure, vi sono già pronti nuovi episodi?

Sto già scrivendo il seguito, ma nel frattempo attendo di ricevere più opinioni possibili sul primo. Voglio essere consapevole dei miei punti di forza e quelli deboli.

Grazie per la tua attenzione e per aver risposto alle mie domande.

Grazie a te.

 

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