“La bella e la bestia. Quindici metamorfosi di una fiaba”

Titolo: La bella e la bestia. Quindici metamorfosi di una fiaba.
Autore: Madame de Villeneuve, Lucio Apuleio, Giovanni F. Straparola, Giambattista Basile, Charles Perrault, Madame d’Aulnoy, Madame de Beaumont, Jacob e Wilhelm Grimm, Italo Calvino, Angela Carter, Marina Warner, Vincenzo Cerami. 
Pagine: 364
Anno: 2002
Editore: Donzelli Editore

“My mistress with a monster is in love”.

Salve miei cari lettori, rieccoci con una nuova recensione. Per chi ormai segue questo blog o mi conosce sa benissimo la mia innata passione per le fiabe essendo cresciuta a pane e libri. Quindi, oggi per la rubrica “Appuntamenti pedagogici”, vi presento “La bella e la bestia. Quindici metamorfosi di una fiaba” di Donzelli Editore Sin da piccola la storia della Bella e la Bestia ha suscitato in me grande curiosità, perché mi chiedevo come una giovane ragazza potesse lasciare tutto e andare a vivere con uno sconosciuto dalle sembianze non proprio rassicuranti. Con il tempo, grazie alle varie trasposizioni cinematografiche e alle versioni differenti di tale storia, ho capito il significato che si cel dietro.

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Il libro pubblicato dalla casa editrice Donzelli non si limita ad esporci la storia della Bella e la bestia ma compie un’autentica analisi psicologica e pedagogica della vicenda. Quindi, si parte dalla narrazione della storia così come la conosciamo, evidenziando i punti cardine ovvero, l’arrivo di Bella al castello, la storia della Bestia e la loro vita al castello. L’aggiunta particolare che non risulta conosciuta ai lettori è il discorso della Fata che svela le origini della Bella, la quale non proviene da una famiglia di umili origini bensì fa parte della stirpe reale. Quindi, l’opposizione della suocera appare vana ed inutile. L’amore tra la Bella e la Bestia può trionfare, svelando che la vera bellezza sta nel cuore. Prima della storia della Bella e la Bestia vi sono stati autori che hanno scritto storie che si avvicinavano a questa appena narrata con lieti fini simili. Tra questi vi è la famosa favola di “Amore e Psiche” di Apuleio. Una storia davvero incantevole ed elegante che narra un amore puro e semplice che viene macchiato dalle ingiurie della famiglia di lei, introducendo il dubbio e la carnalità. Tuttavia, come sempre l’eroina riesce sempre a tornare dall’oggetto del proprio amore. Simile a questa vi sono altre storie come Enrichetto dal ciuffo che dona la sua intelligenza ad una dama dalle sembianze di una dea ma con un cervello di una gallina. Però la giovane dopo aver ricevuto l’intelligenza si scorda del suo amore, essendo che adesso lo vede per quello che è “un uomo brutto ma intelligente” e solo a fine storia comprenderà l’errore commesso. 

Tutte le storie narrate prima e dopo la Bella e la Bestia hanno diversi punti in comune. In primis, vi è sempre qualcuno che compie un errore e che dovrà perdere o superare delle prove insidiose per ottenere nuovamente pace e amore. In secondo luogo, il ruolo della donna è messo molto in risalto perché è Bella che abbandona la sua famiglia, è lei che spezza il maleficio della bestia, è lei che lo riporta alle sue sembianze. La stessa Psiche dopo l’errore commesso cercherà in tutti i modi di salvare Amore e tornare a vivere la loro idilliaca e appassionata storia. Appunto, appassionata. In queste storie il finale si conclude sempre con un lieto fine dove spicca la morale che ci fa comprendere che oltre l’apparenza c’è di più e quindi che la vera bellezza sta nell’animo umano. Una sorta di “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Bella si innamora della Bestia per i gesti che egli compie durante la giornata perché condivide con lei la passione della lettura e per i suoi modi gentili. Tuttavia, queste storie lasciano un posto importante alla passione. La carnalità ricopre un ruolo rilevante, difatti molto spesso si descrivono i due protagonisti che giaciano nello stesso letto a consumare il loro rapporto. Molto spesso si è visto che è nel rapporto carnale che l’uomo si rivela per quello che è. Vedi, nella storia di “Il serpente” dove egli tornava ad essere un principe perdendo la pelle da serpente. O, ancora in Amore e Psiche, dove quest’ultima si fa prendere da un irrefrenabile passione e non riesce più a staccarsi da Amore. La passione acceca i protagonisti al punto da perdere la ragione. Il sesso in queste storie quindi, viene messo in evidenza accanto all’etica della bellezza dell’animo, si accompagnano a braccetto. 

Sulla scia della Bella e la Bestia, seguono dopo diverse altre storie alcune più moderne, altre più classiche che utilizzano sempre animali per incarnare il ruolo della Bestia. Dall’allodola all’orso, dal serpente alla tigre, il risultato non cambia la Bestia continua ad attirare lo sguardo del lettore per la sua natura complessa. A tratti feroce e pericoloso, a tratti premuroso e sensibile, la Bestia con le sembianze da animale attira di più rispetto al principe. Credo, di non essere l’unica che al cinema dopo la metamorfosi è rimasta delusa e voleva il ritorno della bestia. Forse, perché siamo portati da esseri umani ad accettare il lato oscuro delle persone ed amarle per questo prima di amare la sua pelle e i suoi lati buoni. Pedagogicamente parlando questa storia si inserisce tra quelle più lette ai bambini. Questo perché narra di una fanciulla che lascia la sua famiglia e si sacrifica per un errore che il padre ha commesso spinta da un suo desiderio. Bella (e le altre prima e dopo di lei) scopre sè stessa fuori dalle mura domestiche, impara a capire cosa lei e cosa non le garba, impara ad essere padrona della sua vita accanto ad un uomo che non è come se lo sognava; per poi scoprire che possiede tutto ciò che voleva. Quando dico possedere non intendo a livello materiale ma a livello personale e psicologico, perché egli è forte, gentile all’occorrenza e un grande amante della cultura. Imparerà ad amarlo giorno dopo giorno, imparando ad amare prima i difetti e poi i pregi. 

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Cerami e la Warner concludono quest’opera con una storia moderna e una postfazione. Il primo ambienta la Bella e la Bestia ai giorni nostri, narrando la storia di una coppia di età diversa e introducendo la componente materiale. Si distacca molto dallo stile che si è utilizzato nelle precedenti pagine ma la sua trasposizione alla realtà di questa storia, risulta particolarmente vincente. Oggigiorno, si possono ritrovare belle e bestie dentro di noi o intorno a noi. Difatti, nella postfazione la Warner riprende i temi e le storie narrate nel libro e ne compie una disamina indagando sul ruolo delle moglie riluttanti e sulla figura della bestia tra iconografia ed immaginario. La figura della bestia rimarrà nell’immaginario come mitica ed emblematica per il modo in cui ci viene presentata e per come ci rimane in memoria. Consiglio questo libro per tutti gli amanti della storia e per chi non ne ha mai abbastanza. Per chi vuole confrontarsi e conoscere nuove storie. Per chi si sente un pò Bella e chi si sente un pò Bestia. E infine, per chi amerà sempre la Bestia nonostante la bellezza del principe. 

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