“Sostiene Pereira”- Antonio Tabucchi

Titolo: Sostiene Pereira
Autore: Antonio Tabucchi
Pagine: 214
Anno: 1996
Editore: Universale Economica Feltrinelli

“Stai bene a sentire, Pereira, disse Silva, tu credi ancora nell’opinione pubblica?, ebbene, l’opinione pubblica è un trucco che hanno inventato gli anglosassoni, gli inglesi e gli americani, sono loro che ci stanno smerdando, scusa la parola, con questa idea dell’opinione pubblica, noi non abbiamo mai avuto il loro sistema politico, non abbiamo le loro tradizioni, non sappiamo cosa sono le trade unions, noi siamo gente del Sud, Pereira, e ubbidiamo a chi grida di più, a chi comanda”.

Il libro di cui vi parlerò oggi, è dello scrittore Antonio Tabucchi. E’da un pò di tempo che volevo leggere qualcosa di questo scrittore e navigando su internet, mi sono imbattuta spesso in recensioni positive del libro, Sostiene Pereira. Esso è ambientato nell’agosto del 1938 nella città di Lisbona, e il protagonista viene designato solo con il suo cognome Pereira. Egli è l’unico impiegato in quell’ufficio, composto da una scrivania e un ventilatore, poiché la redazione della pagina culturale si trova separata dal resto del giornale. Il Lisboa era un un giornale apolitico e indipendente, con tendenze cattoliche, e senza grandi pretese, come lo stesso Pereira. In questo senso, il protagonista restringeva questa sezione del giornale alla pubblicazione delle traduzioni di racconti e brani di romanzi francesi del XIX secolo, che lui stesso si incaricava di tradurre. In quest’avventura conosce un ragazzo, Francesco Monteiro Rossi, scrittore di necrologi che accompagnano la scomparsa di eminenti personalità della cultura portoghese. I coccodrilli che il giovane redige tuttavia non possono essere pubblicati, intrisi come sono di teorie socialiste e anarchiche, per il rischio di incorrere nella censura del regime.

Sostiene Pereira è un grande romanzo civile,tradotto e premiato più volte. Vanta, inoltre, una trasposizione cinematografica che mi appresterò presto a visionare. La storia di Pereira continua a suscitare fascino e meraviglia nei lettori di tutto il mondo, donando ancora molti insegnamenti. Lo stile del libro si divide tra il narrativo e il diaristico, perché a tratti tra il racconto della vicenda che vede protagonista il giornalista e il suo poco presente assistente Monteiro Rossi, vi sono i ricordi e pensieri del giornalista. La trama del libro non è comprensibile immediatamente e devo dire che anche alla fine della lettura, l’alone di mistero persiste. Tuttavia, le questioni che risaltano subito sono due: l’ossessione per la morte e la voglia di combattere e sfidare la storia. Per quanto riguarda la prima, egli è vedovo poiché la moglie è mancata da alcuni anni, ma il ricordo di lei accompagna Pereira costantemente. A causa della sua solitudine assoluta, Pereira parla con il ritratto della sposa, cioè rimane imprigionato nel passato e non riesce a guardare al futuro. Ciò nonostante la presenza del giovane porterà una svolta nella vita dell’uomo che inizierà ad indagare e mostrare elementi della sua vita individuale e della vita del suo paese. Pereira sembra uscire un pò da questa vita non vissuta anche grazie al Dottor Cardoso e al percorso “riabilitativo”, difatti nell’avvenimento finale del romanzo, egli sarà posto di fronte ad un’alternativa di vita vera, una via d’uscita per ottenere un riscatto postumo. 

“Non si sentì rassicurato, sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo, ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira”.

Grazie, a personaggi come il cameriere Manuel e il dottor Cardoso, il lettore viene spinto a riflettere su questioni spinose come, la lotta quotidiana, le alleanze dei paesi e l’immortalità dell’anima. Pereira riflette sul ruolo dell’intellettuale nella società, il quale non denuncia solo i soprusi ma agisce per la loro estirpazione. In questo contesto di repressione, la censura fa da padrona, compromettendo la libertà di stampa e di espressione. Pereira viene ripreso più volte per i suoi saggi e per il fatto di essere poco interessato alla politica, sarà l’arrivo di Monteiro e Marta a portare una ventata di cambiamento. Al giornale qualunque articolo fosse considerato minaccioso veniva eliminato perché visto come sovversivo. Di fronte ai drammi ed eventi che si verificano in Europa, tuttavia, egli si sente impotente e quindi, si fa ricoverare nella Clinica Talassoterapica. Qui, incomincerà un nuovo percorso di vita, dove ricorderà i momenti della sua giovinezza e a lottare contro i suoi limiti fisici, testandoli uno ad uno. Pereira dimostra atti di coraggio e determinazione prima nei confronti di sé, riacquistando autostima e poi comprendendo cosa è capace di fare come giornalista. 

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Nel finale Tabucchi ci informa che in portoghese Pereira vuol dire albero del pero e come tutti i nomi è un cognome di origine ebraica. L’autore lo utilizza per rendere omaggio a un popolo che ha lasciato una grande traccia nella civiltà portoghese e che ha subito più di tutte molteplici ingiustizie. Persecuzioni, dolore e sofferenza sono alla base della vita di Pereira che accompagnano i soprusi di un’intera società che sembra crollare in un baratro.

“La smetta di frequentare il passato, cerchi di frequentare il futuro”.

Sostiene Pereira è un libro composto da pensieri che evolvono di pagina in pagina, grazie alle persone e vicende che egli vivrà. Un’evoluzione che esploderà nel finale, dove si comprenderà che la letteratura non è più compatibile con la storia. Anche la storia d’amore tra Monteiro e Marta è complicata da capire e spiegare, lasciando mistero su questa vicenda. Peraltro,almeno Pereira ha compreso che il suo ruolo di giornalista servirà per attivare un processo di liberazione che nel Portogallo si avrà con l’uscita di Salazar e la Rivoluzione dei garofani del 1974. In sostanza non fa altro che sostenere, ma non si sa di fronte a chi o a quale tribunale sostiene le sue teorie o perlomeno all’inizio non è comprensibile. Egli parla di letteratura, di necrologi e di traduzioni, si appella al tribunale della letteratura. Pereira si fa promotore di una lotta contro la censura della libertà di parola, diviene un eroe del suo paese, forse ancora non compreso. Condivido l’opinione positiva della gente e quindi, lo consiglio anch’io.

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