“La Villa in Vita”- Luca Bonardi

Titolo: La Villa in Vita
Autore: Luca Bonardi
Pagine: 215
Anno: 2017
Editore: PubMe

“I ricordi non si cancellano in un attimo”.

Salve lettori, in questi giorni il mio blog si sta dedicando molto alle opere degli autori emergenti. Questo, perché come ho detto più volte ci tengo che vi sia uno spazio per dar voce alle  loro opere. Il fortunato di oggi è Luca Bonardi. Egli ha scritto un libro dal titolo “La Villa in Vita” dal sapore dark ed horror. Ho avuto il piacere di scambiare quattro parole con lo scrittore e devo dire che sono contenta di poter esaltare il suo libro. Egli mi raccontava che ha avuto un pò di problemi a far emergere ed accettare la sua opera dagli editori italiani, questo perché è un libro horror dal sapore romantico. Devo dissentire però con il parere di coloro che gli hanno procurato problemi, poiché è un libro che mi ha colpito molto e suscitato molta empatia. 

La Villa in vita - Cover.jpg

La Villa in Vita non si occupa di un personaggio singolo, bensì la protagonista indiscussa è la casa. Essa viene vista come un’Entità di pura energia che nasce grazie all’amore dei proprietari Brian e Marianne Landson, con i quali vive in pace e armonia e che considera come la sua famiglia. Alla morte della famiglia, la Villa come un normale essere umano scopre dei sentimenti contrastanti che vanno dalla disperazione sino alla solitudine. Arriva così in uno stato di “non vita”, in un limbo, prossimo alla definitiva dissoluzione. L’arrivo di una nuova famiglia, Gli Ocean, che acquisteranno la casa dopo anni di abbandono riporta la casa in vita anche se con estrema fatica. Essa inizialmente cercherà di opporsi ai nuovi abitanti ma nello stesso lotterà contro il tempo per scacciare le forze oscure che si sono sedimentate lì e di conseguenza salvare i nuovi presenti. 

“Nulla si crea, nulla si distrugge. Si dice che ogni cosa che ci circondi sia costituito da energia, una forza presente ma invisibile. I nostri fisici affermano che addirittura il pensiero sia energia. Quindi, ogni cosa che esterniamo, ogni emozione che proviamo e che esprimiamo positiva o negativa che sia, è una manifestazione di energia che inizia a fluire nell’ambiente attorno a noi”.

La Villa in Vita è un romanzo di estrema unicità, sia per la trama sia per lo stile. Dal punto di vista stilistico l’opera si rifà ad una narrazione fantastica ma nello stesso tempo molto introspettiva, poiché si cerca di evidenziare e mettere in risalto quelli che sono i sentimenti provati dalla villa. Non è un caso, difatti, che il termine Villa sia scritto con la lettera maiuscola, ciò sta a significare l’importanza che essa riveste e la sua personificazione. L’abitazione è più di un luogo, essa rappresenta la vera essenza del romanzo, tutto inizia e finisce in quella Villa, con la villa. Ogni cosa che essa prova, si manifesta sotto forma di azioni ed emozioni che si riflettono nelle vicende degli abitanti e visitatori. Sembrerà strano parlare in questi termini di un oggetto inanimato ma per Luca Bonardi la sua villa è molto di più e solo ad un occhio attento ciò potrà risaltare. Quest’opera è un piacere per gli occhi, in quanto non vi sono al momento opere di autori emergenti che parlano in questi termini di un’abitazione. La Villa in Vita non è un’opera fantasy su una casa infestata, non vi è la ricerca del fantasma da acchiappare, nè di presenze strane alla Poltergeist, come dice lo stesso titolo si parla di una rinascita. La Villa che torna in vita, dopo aver perso i suoi primi proprietari. Difatti, nelle pagine del libro non si troveranno grandi informazioni sui proprietari o sulla famiglia Landson, perché non sono loro i reali attori di questa storia. La Villa pensa, ricorda, ama ed odia. La Villa soffre, si dispera, la Villa muore e rinasce. 

Consiglio al lettore di leggere questa breve intervista per comprendere la reale essenza di questo libro, per evitare fraintendimenti. Ed inoltre, mi sento di consigliarne la lettura per due semplici motivi. Il primo motivo sta nella semplicità ed eleganza della narrazione tenuta dall’autore, mai banale o noioso. In secondo luogo, è bello leggere di sentimenti provati dai luoghi abitati. In fondo non si dice sempre che i luoghi ci lasciano qualcosa? Quindi, non sarebbe possibile il contrario?

Salve Luca, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande e di avermi fatto recensire il tuo romanzo.
1) Da dove ti è venuta l’idea di “La vita in villa? E a quale personaggio sei legato?
Una piccola premessa sul titolo: 
il termine “Villa” scritto in maiuscolo non è un errore di battitura. Come avrai letto, volendo sintetizzare, la Villa non è un semplice oggetto fatto di mattoni posizionato in un grazioso quartiere, ma costituisce la centralità della storia, le sue basi, pertanto Villa maiuscolo. L’idea del romanzo. 
Fin da piccolo ho sempre amato le case, in particolar modo le ville. Questa storia racchiude una serie di mie passioni come l’amore per il quartiere dove sono cresciuto, Casal Palocco, a Roma, “nato” appunto verso la fine degli anni ’50 su una terra appena bonificata… (sorge sulle terre bonificate dell’Agro Pontino, una grande similitudine con la cittadina di fantasia Rockport). Il paranormale, le infestazioni delle residenze sono temi che mi affascinano senza riserve, come ad esempio la storia di Villa De Vecchi e di tante altre in Italia e nel mondo. Con “La Villa in vita” esprimo, inoltre, un mio tributo personale al grande Stephen King, in particolare al suo romanzo Christine. Anche io rendo protagonista della storia un oggetto inanimato, in questa occasione una casa, donandole tuttavia un’anima, dei sentimenti, una sua identità. In realtà è anche per ripagare l’amore che ho avuto per certe case, come quella mia d’infanzia, che ho reso protagonista un’abitazione, e le ho donato un’anima. A stuzzicarmi la fantasia nella scrittura di questo libro ci sono state anche le vicende che hanno riguardato una splendida residenza in stile coloniale ad Amityville, Long Island, che peraltro cito nel libro. Tale casa è stata dapprima teatro di alcuni orribili omicidi che hanno riguardato la famiglia De Feo negli anni ’70, e poi luogo di grande mistero con il verificarsi di una serie di eventi sovrannaturali che hanno fatto fuggire i successivi proprietari, i Lutz, dalle mura domestiche. Certo, vai a capire quanto ci sia di vero nella vicenda (immagino poco o nulla), ma non è importante, non tanto quanto l’avermi permesso lo stesso di fantasticare su tutte le vicissitudini che hanno riguardo quella abitazione. Per riprendere un collegamento diretto con il mio libro, ammetto che sarebbe piaciuto tanto anche a me avere una Villa come quella che fu, appunto, dei Landson…
Il personaggio di Andrew Ocean è quello a cui mi sento più legato, che più mi rappresenta. Anche lui, come me, ama la villa dei suoi sogni, le auto d’epoca, o youngtimer, e la sua famiglia.
Per concludere, in questa storia ho voluto mettere in relazione la vita di noi esseri umani, con le nostre emozioni e i nostri problemi, trasferendola in maniera speculare a quella di un puro spirito. Con ciò ho voluto creare una sorta di parallelismo tra noi creature terrestri con entità fatte esclusivamente di pura energia, immaginando le differenze del caso, le diverse reazioni a emozioni a noi comuni come la tristezza, il senso di abbandono, la malinconia.
Come ho già detto su un mio vecchio tweet, in questo libro, dietro la maschera dell’horror si nasconde una storia piena di sentimento, a carattere introspettivo. Perciò, definisco questo romanzo un Romantic Horror.
2) Come mai non hai approfondito la storia della famiglia residente precedentemente nella villa?
Per non allungare la lettura con elementi che alla fine sono più di contorno. Illustrare la vita dei Landson deve essere un componente che arricchisce la storia, ma non deve accompagnarla di pari passo togliendo spazio ad altre situazioni più centrali, come lo stato emotivo dello Spirito della casa, delle vicissitudini incontrate dalle persone che hanno avuto a che fare con la Villa, o con le vicende vissute direttamente dagli Ocean. Mandy, in tutto ciò, agisce infatti come rappresentante del passato che lega la storia della casa al tempo presente.
3) Ti sei fatto ispirato da eventi visti in film come “Poltergeist” o sentiti in fatti di cronaca?

Essendo un amante del genere horror, o comunque fantastico, ed essendo cresciuto con film come “Poltergeist”, “Christine la macchina infernale” e via discorrendo mi avranno probabilmente ispirato a livello inconscio.


4) Credi nel soprannaturale o vita nell’aldilà?
Come avrai capito dalle mie risposte precedenti, e volendo mutuare testualmente la frase impressa sul poster appeso nell’ufficio di Fox Mulder, ti rispondo “I want to believe”.
5) Cosa ti aspetti dai lettori che si approcceranno alla lettura del tuo romanzo?

Più che aspettarmi qualcosa dai miei lettori, mi auguro che io sia stato capace di coinvolgerli appieno nella storia al punto di farli calare al meglio possibile nella narrazione, rendendoli così partecipi attivamente al susseguirsi degli eventi e tenendoli con il fiato sospeso fino all’epilogo, lasciandogli nel tempo un piacevole ricordo di quest’avventura.  


6) Progetti in futuro? Hai intenzione di fare un seguito, nonostante la storia sia conclusiva?

Progetti per il futuro ne ho tanti, l’importante è riuscirli a realizzare. Al momento ho due romanzi inediti che dovrò pubblicare, un thriller psicologico intitolato “Hotel Sanatorium” e una novella per ragazzi. Sto scrivendo un’altra raccolta di racconti thriller/horror che a poco a poco porto avanti, senza contare alcuni romanzi che sono in fase di costruzione. Nel frattempo scrivo anche soggetti/sceneggiature per film, insomma non ho il tempo di annoiarmi, augurandomi di riuscire un giorno a dedicarmi a queste mie passioni a livello professionale a tempo pieno.
In particolare, su “La Villa in vita” non ho in mente seguiti perché, come dicevi giustamente tu, è una storia auto-conclusiva e al momento non vedrei come farla proseguire.

 
Grazie della tua attenzione.
Ti ringrazio molto per lo spazio che mi hai dedicato.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...