“Inaspettatamente a Orion Lake”- Luca Bonardi

Titolo: Inaspettatamente ad Orion Lake
Autore: Luca Bonardi
Pagine: 109
Anno: 2014
Editore: Lettere Animate

Salve a tutti, questo è il secondo libro che recensito per quest’autore emergente e devo dire che non mi ha deluso. Inaspettatamente ad Orion Lake è un libro che dona diverse emozioni ai lettori. Per chi vuole approcciarsi ad un libro che trasmette suspence e brivido, questo è il libro giusto. I protagonisti della storia sono tre amici che iniziano un viaggio on the road, al Sequoia National Park, in California. I giovani studenti americani avevano calcolato il percorso diviso in almeno due tappe, attraverso deserti e cittadine abbandonate. Tuttavia, lungo il loro tragitto qualcosa d’inaspettato porterà un cambiamento nel loro progetto.

Lo stile del romanzo è un miscuglio tra il narrativo e l’horror, poiché le atmosfere del romanzo ad un tratto prendono una piega differente. Come si può notare dal titolo, il libro tratta di un viaggio tra cittadine sconosciute all’insegna della ricerca ed avventura. Quindi, l’autore cerca di curare questo aspetto descrivendo i luoghi e le sensazioni dei protagonisti, accentuando quella che è la componente psicologica. Gli imprevisti introdotti dal Bonardi fanno comprendere come le nostre scelte in ogni cosa che facciamo siano determinanti. Ogni scelta libera o obbligata che sia comporta un cambiamento nel programma iniziale ed in questo caso comporta nuovi incontri. Orion Lake si rivela un luogo tutt’altro che paradisiaco e porterà i nostri protagonisti a fare i conti nel cuore della notte con il dubbio di aver commesso un errore nel soggiornare lì.

Inaspettatamente ad Orion Lake è un libro dai tratti angoscianti ed inquietanti, le descrizioni legate alla notte nella cittadina, sono così nitide che fanno venire i brividi. E’ un libro che lascia poco all’immaginazione, perché Bonardi dona diversi spunti per la creazione di immagini mentali di ciò che viene descritto. Per certi aspetti mi ha ricordato le atmosfere di film come Funny Games o le vicende di Twin Peaks, cittadina piccola e misteriosa dai tratti inquietanti. Inoltre, come ci accenna l’autore nell’intervista, la cittadina non è un luogo di sfondo ma si pone come una co-protagonista viva e pronta a risucchiare chiunque si trovi sulle sue terre. Si pone come un giudice e censore che punisce e premia, accoglie e caccia i diversi uomini che si trovano nel suo territorio. Ho apprezzato molto la copertina semplice e significativa in riferimento al contenuto del romanzo. Come è stato per il libro recensito precedentemente, La Villa in Vita (di cui trovate la recensione qui:), trovate anche qui una mini intervista per far comprendere al lettore aspetti ed idee alla base del libro. 


1) 
Come mai la scelta di ambientare la storia ad Orion Lake e svolgere tutta la vicenda in un unico luogo?

Faccio prima una piccola premessa: “Inaspettatamente a Orion Lake” nasce in realtà come un racconto lungo. Avendo visto del potenziale per costruire una storia più completa, ho deciso di trasformarlo in un romanzo breve al fine di poterlo presentare agli editori. La narrazione si svolge quasi interamente a Orion Lake perché sono sempre rimasto affascinato dalle ambientazioni dei film nella provincia americana. Per questo motivo la storia stessa trova in questa cittadina una co-protagonista dove si incontreranno i destini dei personaggi principali.

2) Quali letture ti hanno ispirato o film?

Questo libro per me rappresenta un tributo che ho voluto rivolgere al cinema thriller/horror anni ’70-’80. Parlo, ad esempio, delle magiche pellicole dirette dal maestro John Carpenter come “Halloween”, “Christine – la macchina infernale”, oppure anche di film di altri registi come “Nightmare”, “Grano rosso sangue”, “Venerdì 13”, “Halloween III”, “It” e via dicendo.

3) Come mai la scelta di far sfociare il viaggio on the road in un “racconto del dramma”?

Alla base di questo romanzo sviluppo il tema dell’imprevedibilità che può cambiare drasticamente, nel bene o nel male, il corso dei nostri programmi. Ed è proprio ciò che accade ai protagonisti della storia dove il loro viaggio “on the road” subirà alcune variazioni.

4) Sei affascinato dalle atmosfere horror?

L’horror di qualità, le sue ambientazioni, e tutto ciò che lo riguarda mi ha sempre affascinato.

5) La copertina è stata realizzata da te? Come mai questa scelta?

La copertina di questo libro rappresenta, più o meno, l’indicazione stradale in cui si imbattono i protagonisti della storia. Ho deciso di utilizzare un cartello anche per omaggiare una delle più belle serie televisive mai realizzate, Twin Peaks, quando l’agente Dale Cooper, lungo la strada di una provincia americana, incontra il cartello stradale con la scritta di benvenuto a Twin Peaks. Anni fa buttai giù a matita una bozza della cover, poi è intervenuta la mano della bravissima illustratrice Ramona Pepegna Bianchini che ha concretizzato un semplice schizzo. Si è occupata, peraltro, di illustrare anche le copertine dei miei altri due libri “I Racconti della notte” e “La Villa in vita”.

6) Pensi di scrivere un seguito?

Sì, qualcosa in mente c’è. Vediamo nel tempo che succede, ora ho altri progetti.

7) Cosa ti senti di comunicare al lettore?

Mi auguro di trasmettergli la giusta suspense con la quale affrontare la lettura.

8) 
Progetti futuri?

Prossimamente ho intenzione di pubblicare un nuovo libro, un thriller-psicologico, intitolato “Hotel Sanatorium” e, tra racconti e scritti vari, al momento mi sto dedicando alla scrittura di un nuovo romanzo.

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