“La Scuola è Libertà”- Maria Montessori

Titolo: La Scuola è Libertà
Autore: Maria Montessori
Pagine: 143
Anno: 2016
Editore: Garzanti

“E’ necessario insegnare ai bambini il silenzio. I bambini lo amano. Ricorda che per raggiungere il silenzio bisogna partire dalla immobilità”.

Eccoci, con il nostro appuntamento mensile di “Appuntamenti pedagogici”. Oggi, vi presento un libro edito lo scorso anno dalla casa editrice Garzanti, questo libro compie una disamina dei lavori maggiori della Montessori per discutere sul ruolo della scuola e sul potenziale del bambino.

Vittorino Andreoli nella sua introduzione parla della Montessori, delle sue opere e del suo pensiero, sottolineando come nei suoi scritti non abbia fatto altro che esaltare il valore educativo sia al livello teorico che pratico. Si discute della preparazione dei docenti, dei programmi che sono alla base nelle scuole, dell’organizzazione per arrivare poi a fare i conti con un vero e proprio dibattito sulla conoscenza. La conoscenza di cui parla la Montessori è legata all’insieme delle esperienze ed osservazioni che svolge il bambino singolarmente e insieme al docente. Si sottolinea come il bambino scelga i materiali ed oggetti di cui ha bisogno in quel preciso momento e di come gli venga insegnato ad attendere. Si, perché se un altro bambino sta giocando con il gioco che lui vuole, deve imparare a saper attendere che l’altro abbia finito. L’educazione quindi si basa su un processo di qualità di vita e rapporti che aiuterà il soggetto nel suo sviluppo. Qui, l’educatore ha un ruolo rilevante dovrà osservare ed intervenire per aiutare il soggetto in difficoltà ed evitare premi/punizioni che non fanno altro che deviarlo ancora di più nel suo percorso formativo. L’educatore non dovrà forgiare il bambino, bensì seguire il corso naturale di sviluppo, la crescita del bambino, osservandolo con amore. Solo così egli svilupperà indipendenza e saprà scegliere liberamente in un contesto scolastico libero che darà spazio all’apprendimento creativo e rivoluzionario ed a promuovere il far esperienza. Il bambino è un piccolo lavoratore in miniatura. il quale lavora e produce l’uomo che diventerà. Lavora, cresce e aumenta le sue conoscenze.

Con uno stile quasi accademico ma per nulla pesante, si ripercorre attraverso passaggi e riflessioni della Montessori, il cambiamento della scuola. Si accentua l’importanza di fornire gli strumenti adeguati al bambino affinché la sua mente non sia la copia dell’altro ma sia data dalla scoperte e osservazioni fatte. Il contesto scolastico e familiare, in questo processo, ricoprono un ruolo determinante. Le opere prese in considerazioni sono:

  • La mente del bambino;
  • Il segreto dell’infanzia;
  • Il bambino in famiglia;
  • La scoperta del bambino;
  • Come educare il potenziale umano;
  • L’autoeducazione.

Trovo di buon acchito quest’opera, poiché tende a riassumere, riprendendo diversi pezzi alcuni concetti chiave espressi dalla Montessori. Andreoli ci invita a leggere la raccolta per comprendere che siamo di fronte ad una scuola nuova. Si rompe il legame con il sistema mnemonico e tradizionale per donare vigore alla libertà di far crescere il bambino in un ambiente votato alle sue inclinazioni. Con ciò non vuol dire rompere i legami con le tradizioni sane bensì rimarcare l’idea di una scuola basata sull’amore, sulla libertà e sulla soddisfazione dei bisogni del soggetto. Vi è il rifiuto dell’imposizione e un’apertura all’educazione attiva, alla costante partecipazione del bambino con quesiti e nuove idee. Tutto ciò favorirà lo sviluppo dell’autonomia sin dalla prima infanzia e porterà al potenziamento delle proprie capacità ed attitudini. La scuola che suggerisce la Montessori è una scuola che educa e diverte, che permette ai bambini di essere ciò che sono. 

Ne consiglio una lettura spasmodica, perché alcuni concetti sono conosciuti o ripetitivi, altri innovativi e nuovi. Quest’opera offre lo spunto per riflettere sulla scuola e sull’educazione del bambino, spingendo a dare il massimo uscendo dai soliti schemi. Inoltre, si può notare la cura nel riprendere ed argomentare riflessioni prese dai libri dell’educatrice. Infine, spinge a leggere per chi non l’avesse fatto i suoi lavori.  

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