“Teoria della regolazione affettiva”- Daniel Hill

Titolo: Teoria della regolazione affettiva
Autore: Daniel Hill
Pagine: 241
Anno: 2015
Editore: Raffaello Cortina

“La teoria della regolazione affettiva nella forma di fruibile guida clinica”.

Con mio sommo piacere continua la mia collaborazione con la casa editrice Raffaello Cortina. Oggi, vi parlerò di uno dei due libri che vedete nell’unboxing video: “Teoria della regolazione affettiva. Un modello clinico” 

Quando si inizia una psicoterapia si cerca di partire dalle radici e quindi, si scava per comprendere il procedimento di regolazione affettiva che ne è alla base. Il libro è organizzato in quattro parti: la prima ruota intorno alla teoria corpo-mente, valutando quelli che sono gli strati del sè attraverso i casi clinici presi in considerazione. Si cerca di comprendere anche i processi impliciti e il legame con la parte destra del cervello. La seconda parte verte sulla parte centrale del libro, ovvero la teoria dello sviluppo analizzando i vari tipi di attaccamento. Ciò comporterà un excursus storico che parte dalla teoria classica per approdare alla teoria moderna legata alla regolazione affettiva. Nella terza parte si discute la teoria della patogenesi, prendendo in considerazione i traumi relazionali attraverso i diversi disturbi. Nella quarta ed ultima parte, si da spazio alla teoria delle azioni terapeutiche, definendo quelli che sono gli obiettivi, le azioni e la regolazione interattiva. 

Nello studio che Daniel Hill ha tenuto in questo libro, egli non fa altro che donare un modello coerente e tecnico per una terapia basata sulla regolazione affettiva. La teoria corpo-mente, quella dello sviluppo ottimale, la teoria della patogenesi e quella delle azioni terapeutiche non fanno altro che mirare a sottolineare come la teoria e l’intervento clinico siano connessi. Con uno linguaggio da manuale, quindi tecnico e dettagliato, l’autore descrive con concretezza come si sviluppano i pattern di attaccamento e quindi, di regolazione. Egli mette in rilievo i processi neurobiologici e terapeutici che si vengono ad attivare e soprattutto si presterà attenzione ai sintomi psichiatrici e disturbi di personalità. In quest’ultimi si verificano delle differenze in quella che è la trasmissione dai caregiver ai bambini, proprio perché si vengono ad attivare meccanismi di regolazione affettiva differenti. E’ illuminante come lo studio del modello clinico di Hill abbia portato alla luce una nuova veste della teoria classica, ponendo in risalto gli studi di Schore o Fonagy legati all’affetto regolato, chiave del funzionamento del sé. Nel passaggio da comportamentale a rappresentazione, la teoria dell’attaccamento subisce una défaillance che porta al disturbo della relazione affettiva. E in questo passaggio che si inseriscono gli studi, appunto, di Schore che afferma che alla base della regolazione affettiva vi siano la comprensione teorica e l’azione terapeutica. 

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#unboxingtime Salve a tutti miei cari lettori, in questi giorni stanno arrivando nuovi tanti libri e quindi, ciò equivale tante nuove recensioni per voi. Oggi mi sono arrivati due libri dalla casa editrice @cortinaeditore con cui ho avviato da tempo una continua e produttiva collaborazione. I libri in questione sono spendibili nel mio campo perché trattano di tematiche di psicologia e pedagogia clinica. Uno è di Luigi Cancrini, "La cura delle infanzie infelici"; l'altro è di Daniel Hill, "Teoria della regolazione affettiva". Presto ve ne parlerò ampliamente 🙂 E voi cosa state leggendo? #unboxingvideo #unboxing #unboxing_id #videoblog #video #videoart #videoftheday #videogram #watching #ig_daily #psicologia #pedagogia #clinic #education #psychology #teaching #Children #infanzia #igvideo #igersitalia #morning

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Rimane estremamente difficile spiegare in poche parole cosa Hill abbia voluto dire in questo libro, poiché il libro non si presenta di facile lettura. Tuttavia, la chiave di lettura per approcciarsi al meglio a questo libro sta nel lasciare libero il lettore di crearsi la sua idea personale. Ogni lettore svilupperà una sua idea in base alle teorie e studi clinici che leggerà, ragion per cui mi sembra opportuno riconoscere all’autore l’onore di aver scritto un libro utile ed illuminante. Questo, perché la sua capacità espositiva è oltre i limiti, egli cerca di essere quanto più chiaro possibile nella sua esposizione dei casi, delle teorie e nell’importazione degli studi effettuati da altri. Con ciò egli dona al lettore una guida per costruirsi una comprensione del disturbo psicopatologico rispetto al processo di regolazione affettivo deficitario. Vi è un continuo e costante dialogo tra i quattro ambiti clinici trattati dall’autore, ponendo l’attenzione nei confronti della riflessione degli strumenti da trasmettere alle nuove generazioni. Per chi è nel campo, troverà esaustivo questo libro per approfondire i propri studi ed applicabile anche nel campo psicoterapeutico. 

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