“Absorption. I colori del sangue”- Eugene Pitch

Titolo: Absorption. I colori del sangue.
Autore: Eugene Pitch
Pagine: 224
Anno: 2017
Editore: PubMe
“Ma per cambiare la propria vita era prima necessario cambiare quella degli altri. Cambiarla attraverso il dolore. Un dolore spietato e freddo ma qual è la temperatura del dolore? Sono i gradi della temperatura di un’esplosione di chiodi, i gradi della temperatura necessaria a forgiare la lama di un coltello o i gradi della temperatura di un cadavere di poche ore?”
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David fugge da un misterioso passato e vive ora a Londra, in un appartamento fatiscente e lavorando come cameriere in un bar. Il professore è il suo unico amico, un uomo che come lui è appassionato d’arte, cliente del bar e con cui instaura un’insolita amicizia.
Ray, insieme a sua moglie Miranda, vive alla giornata, lavora come fotografo e per questo motivo viaggia in continuazione. Cos’hanno in comune Ray e David? Assolutamente nulla, almeno fino a quando una banda di criminali ben organizzata non decide di farli incontrare, rapendo loro le persone più care e costringendoli a collaborare.
I due dapprima si muovono separatamente, l’uno inconsapevole dell’esistenza dell’altro, poi le loro strade si incrociano e da lì in poi dovranno unire le forze e portare a termine la pericolosa missione. Ma perché questi criminali hanno scelto proprio loro? Riusciranno a salvare le persone prese in ostaggio?
Absorption- I colori del sangue è un libro che presenta diversi punti di forza. Innanzitutto, lo stile è particolare perché si basa su una narrazione minimalista perché l’autore dona pochi elementi descrittivi al lettore, il resto è rimandato alla sua fantasia. Con i pochi spunti che lascia l’autore, il lettore ci ricamerà su, stimolando la propria fantasia. Questo, è uno dei capisaldi dell’hyperbook. Difatti, Eugene Pitch ci parla di iper-libro, un nuovi tipo di concezione letteraria che presenta diversi aspetti interessanti e che ritroviamo tutti in questo romanzo. Infatti, accanto ad uno stile del tutto diverso ritroviamo un’impostazione differente. Frasi brevi, capitoli brevi che invogliano il lettore a leggerne più di uno in una stessa… ora. Piccole frasi d’effetto che si collegano alla principale che donano dinamicità all’intero racconto. Lo stesso romanzo non è nemmeno lungo, ragion per cui l’interesse del lettore si mantiene vivo e non si disperde. 
“L’arte è dolore e dal dolore trai l’ispirazione”.
Per quanto riguarda il contenuto siamo di fronte ad un libro accattivante ed intenso. Gli stessi personaggi sono molteplici e pieni di sfaccettature tutte da scoprire all’interno del romanzo. Si pensi a Vince e Paul, artisti dal grande talento ma così tormentati dentro oppure David, così pieno di vita e così perso. I personaggi si evolvono psicologicamente man mano che la vicenda viene svelata. La stessa vicenda che viene narrata ha un non so che di tragico ma allo stesso tempo filosofico. Questo, perché si parla dell’arte come ragione di vita, come valvola di sfogo e come salvezza e nello stesso tempo essa si macchia del colore del sangue. L’avventura dei personaggi ricorda molto il mistero davanti a cui ci aveva messo Dan Brown con la lettura di “Il Codice da Vinci” o “Angeli e Demoni”. Leggendo questo libro ho ritrovato la stessa carica di mistero e di suspence, data anche dalla conclusione di ogni capitolo che lasciava il lettore in sospeso. 
“Eppure il resto sei proprio te. In tutte le altre cose, nella tua storia, nei libri che hai letto, nel tuo carattere, nei tuoi amici, nei luoghi che hai vissuto si nasconde la vera essenza di te, ciò che ti rende davvero un individuo tra tanti individui”.
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Intenso ed esplosivo dai tratti artistici e psicologici, riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso. Un libro da leggere comodamente seduti nella poltrona del proprio soggiorno, lasciando scorrere le immagini che il nostro cervello riuscirà a produrre. Di seguito trovate la recensione che vi potrà donare delle delucidazioni sulle idee di fondo e il pensiero dell’autore. Inoltre, per coloro che acquisteranno il libro c’è una magnifica sorpresa che vi potrà accompagnare nella lettura del romanzo, che io stessa ho gradito molto. 
Allora Eugene, intanto ti ringrazio per aver affidato la cura della recensione del tuo libro al mio blog.
1) Absorption. I colori del sangue. Come mai la scelta di questo titolo? E perché la scelta di scrivere un thriller, se così lo si può definire?
La storia ruota attorno al concetto di arte. Quasi tutti i personaggi sono in un certo senso artisti, chi di penna, chi di pennello e chi di fotografia. Volevo accostare questo concept di base all’idea di thriller e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata una tela, una tela che può assorbire i colori ma può in un certo senso anche assorbire il sangue e le nostre paure. Ecco perché la copertina che ho realizzato è difatti una riproposizione delle opere di Jeremy Mann, ma invece della sua amata New York raffigura Shibuya, un quartiere di Tokyo. Volevo dimostrare, forse un pò semplicisticamente, che anche l’arte può essere un’avventura (questo slogan è scritto anche sulla quarta di copertina della versione cartacea dell’hyperbook, disponibile a breve. Ndr). Il romanzo è nato da un’idea di base ispiratemi da uno dei miei migliori amici che, come il personaggio di David, fa il cameriere (a Parigi però).
2) Come hai deciso di trasformare il tuo libro in un hyperbook rispetto alla solita forma romanzesca?
Mi è venuto spontaneo scrivere in uno stile per così dire hyper, ma ho capito che Absorption era un hyperbook solo una volta concluso. Ho deciso quindi di codificare il mio approccio narrativo e se volete conoscerlo in dettaglio vi invito ad andare nel mio sito www.eugenepitch.com. In estrema sintesi posso dirvi che un hyperbook è adatto a tutte quelle persone che, travolte dai ritmi frenetici in cui viviamo, purtroppo non hanno abbastanza tempo da dedicare alla lettura. 
Il nome hyperbook è ispirato al celebre hyperloop di Ilon Musk, il progetto del treno più veloce al mondo.
3) Ci sono state letture che hanno ispirato la tua scrittura?
Sicuramente Dan Brown per la narrazione coinvolgente e dinamica, ma anche George R. R. Martin per la descrizione e l’uso che fa di molteplici personaggi.
4) Ti rivedi in qualche personaggio? Quanto c’è di te in questo libro?
Ci sono alcuni fatti e luoghi che ho vissuto in prima persona (ad esempio un tempo ho lavorato anche io in un ristorante, inoltre ho vissuto a Londra per un certo periodo), ma a livello caratteriale diciamo che Ray, seppur ispirato al noto fotografo Elia Locardi, rispecchia alcuni miei modi di pensare.
5) Hai pensato di scrivere un seguito? 
Certo e ho già anche l’idea di base. Ma al momento sto lavorando invece alla stesura di un prequel perché volevo approfondire meglio il background di alcuni personaggi, in particolare Eugenie.

6) Da dove nasce la tua passione per la scrittura? Letture che prediligi? 

Da piccolo adoravo leggere libri e soprattutto ascoltarli in audiocassetta sdraiato sotto la siepe del giardino di casa. In terza media mi regalarono una macchina da scrivere per redigere la tesi e così cominciai a scrivere i primi racconti. Alle scuole superiori invece entrai in un club di poeti. Poi dalla poesia sono passato a scrivere canzoni ed ora… hyperbook!
Oltre ai due autori sopracitati, leggo di tutto: da J. K. Rowling a Lincoln Child, da Marco Travaglio a Yuval Harari passando per Roald Dahl!
7) Cosa vuoi comunicare al lettore?
Che anche in un thriller molto veloce ci può essere spazio per fermarsi un momento e riflettere sulla realtà che ci circonda con occhio critico.
8) Progetti futuri?
A parte i già citati prequel e sequel, ho in progetto una collaborazione con Abel Montero ed un audiolibro con Riccardo Ricobello.
Infine vorrei informarvi che a breve “Absorption – I Colori del Sangue” uscirà anche in formato cartaceo. Al momento è quindi disponibile la versione ebook ed anche una versione light gratuita scaricabile dal mio sito.
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3 risposte a "“Absorption. I colori del sangue”- Eugene Pitch"

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