“Oceano mare”- Alessandro Baricco

Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio.
Ce la farò, vero?

 

IMG_20170812_171913.jpgScrivere una recensione, non è mai facile perché devi essere capace di trasmettere a chi ti leggerà un’opinione veritiera sul romanzo, senza anticipare troppe cose. A volte ci si riesce benissimo a trasmettere le proprie emozioni, altre volte no. Ho letto Oceano Mare, tre volte ma ogni volta non riuscivo a sedermi davanti al computer a scrivere la recensione. Questo, perché non penso che ci siano parole adeguate per descrivere cosa mi fa provare questo libro ogni volta che lo leggo. Oceano mare è il secondo libro che lessi di Alessandro Baricco, dopo Novecento, e me ne innamorai subito. Esso diventò il libro che ricercavo nei momenti di sconforto, perché riusciva a donarmi una grande pace e tranquillità. Quest’estate mi ha fatto compagnia in un momento di sconforto e leggere di tutte quelle vite, del mare mi ha subito donato nuova vita. Oceano mare è un libro che ti salva e che ti dona molti spunti di riflessione sul proprio sè e sulla vita in toto. 

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

Con uno stile particolare e alquanto surreale alle volte, Baricco narra in Oceano mare del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo prima delle vicende narrate successivamente. Gli uomini che erano a bordo si gettano su una scialuppa per salvarsi ed è nel mare che si incroceranno le vite di strani personaggi. Nel presente ritroviamo nella locanda Almayer (luogo principale in cui si svolge la vicenda), alcuni personaggi che si ritroveranno a percorrere un pezzo di vita insieme. Abbiamo: il pittore Plasson, che dipinge solo con acqua marina; il professore Bartleboom che vuole comprendere dove finiscere il mare; la giovane Elisewin, ipersensibile e che ha paura di tutto, accompagnata dal sacerdote Padre Pluche;ed infine,  la bellissima Madame Deverià. Ciò che accomuna questi personaggi è il loro status emotivo, pieno di timori e nello stesso di speranze. In questo caso il tema del mare sarà centrale. Innanzitutto, perché la locanda si affaccia sul mare, secondo perché ogni personaggio ha un rapporto o conto in sospeso con il mare.

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. È lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.

Baricco dona al mare un valore magico anzi taumaturgico,poiché viene visto con mille sfumature: come luogo di guarigione, come modello da dipingere, come elemento di studio. Soprattutto nella seconda parte intitolata “Il ventre del mare”, egli fa riferimento al naufragio della fregata francese Méduse, naufragata al largo dell’attuale Mauritania nel 1816. A seguito del naufragio parte dell’equipaggio e dei passeggeri, 147 in totale, cercarono la salvezza a bordo di una zattera, su cui si scatenerà uno scenario di morte e desolazione. Da qui, Baricco incentra la storia sulla figura di Savigny, un medico francese e su un marinaio che perde la donna della sua vita. L’autore, quindi, mostra i due punti di vista durante la tragica notte. Nel capitolo conclusivo, si  usando sempre il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici e mostrandoci il destino di ognuno. 

Come glielo dici, a un uomo così, che adesso sono io che voglio insegnargli una cosa e tra le sue carezze voglio fargli capire che il destino non è una catena ma un volo, e se solo ancora avesse voglia davvero di vivere lo potrebbe fare, e se solo avesse voglia davvero di me potrebbe riavere mille notti come questa invece di quell’unica, orribile, a cui va incontro, solo perché lei lo aspetta, la notte orrenda, e da anni lo chiama.

Scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male.

Metaforico, poetico ed onirico, Baricco ci presenta un universo di contrasti, oscillando tra il concreto e l’astratto e a tratti l’evanescente. Sin dall’inizio crea un’atmosfera surreale che trasporta il lettore in una dimensione fantastica, cullandolo con il rumore del mare. Il mare, qui come abbiamo già detto, rappresenta mille cose: la vita, l’amore, la morte, è il vero protagonista del libro. Per gli amanti del mare come me, è stato facile immedesimarsi in certe riflessioni fatte dai personaggi. Questo, perché il mare da sempre è stato il luogo in cui ho posto le mie riflessioni, il mare è visto da me come una forza incontrollabile che è paragonabile ad un uomo che lotta per emergere. Dietro le storie di ognuno vi è insito un messaggio, e proprio nel personaggio di Elisewin si nasconde il chiaro e reale ruolo del mare. Il mare fa paura, si ha paura di lasciarsi andare ma può essere visto come un luogo dal quale partire e guarire. Baricco per tutto il romanzo gioca con gli elementi indefiniti, usando termini come eterno, infinito non riuscendo però a quantificarli. Oceano mare è un libro di speranza, di contrasti e di lotta, lo si può capire solo leggendolo ed io amandolo immensamente, ve lo consiglio. 

 

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2 risposte a "“Oceano mare”- Alessandro Baricco"

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