“Ragazze anoressiche e bulimiche”- M. Selvini Palazzoli, S.Cirillo, A.M. Sorrentino

Titolo: Ragazze anoressiche e bulimiche. La terapia familiare.
Autore: M. Selvini Palazzoli, S. Cirillo, A.M. Sorrentino
Pagine: 221
Anno: 1998
Editore: Raffaello Cortina Editore

Se diamo uno sguardo al campo psicologico, l’anoressia mentale sta diventando una vera e propria epidemia sociale. In questo volume di Mara Palazzoli Selvini (terapeuta di fama internazionale), si mettono in luce le esperienze e i risultati delle ricerche intercorse tra il 1971 e il 1987. Successivamente vengono poi descritte con molti esempi clinici le modalità con cui oggi sono condotte le psicoterapie, concludendo con le trasformazioni socioculturali alla base della diffusione dell’anoressia, incentrando il tema intorno al rapporto madre-figlia. Da educatrice di comunità, mi sono sentita quasi in dovere di documentarmi ancor di più sui disturbi alimentari ed in particolar modo sull’anoressia e bulimia. Le ragazze anoressiche e bulimiche sono soggetti che manifestano un grido d’aiuto attraverso il proprio corpo. Esse smettono di mangiare o iniziano pian piano a modificare le proprie abitudini, manifestando un interesse quasi ossessivo nei confronti del peso corporeo e dell’aspetto fisico. Per tale ragione sono state condotte da Selvini Palazzoli e dall’equipe di lavoro, una serie di ricerche atte ad indagare le caratteristiche e le motivazioni insite dietro ai comportamenti di tali soggetti; scavando a fondo sul peso che il contesto familiare ha in tali situazioni. 
La parte più interessante di questa ricerca riguarda la personalità delle pazienti che
presentano un conclamato disturbo della personalità, dove nella stragrande maggioranza sono affetti da disturbo ossessivo compulsivo o disturbo borderline. 

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In chiave psicoterapeutica Selvini e CO ci parlano di azione terapeutica partendo da una prima che si dedica a presentare gli obiettivi e l’oggetto della ricerca, mettendo in luce i tre metodi terapeutici (paradossale, la prescrizione invariabile, disvelamento del gioco), che verranno spiegati a fondo nei capitoli seguenti. 
A seguire vengono messi in luce i risultati del follow up, che comprende: 
– prima fra tutte il follow-up di 143 anoressiche trattate negli anni 1971-1987;
– poi lo studio qualitativo di 52 anoressiche in terapia nel periodo 1988-1996.
Il metodo terapeutico con cui sono state trattate queste 53 ragazze presenta
sostanziali affinità con i metodi sistemici precedenti, ma anche alcune modificazioni,
quali l’uso di formati terapeutici differenziati (non solo un formato familiare ma anche
individuale-familiare o parallelo), l’importanza attribuita all’approfondimento
diagnostico individuale e la durata molto maggiore del percorso di
consultazione/terapia. E’ stata donata importanza anche ai percorsi familiari-individuali, con l’integrazione di estratti di parti di sedute o diari dei suddetti. 

“Voleva dimenticare e vivere, pur sapendo che dimenticare era impossibile”

Ragazze anoressiche e bulimiche si presenta come un manuale altamente specialistico che si rivolge ad un pubblico lettore specializzato nel settore o del ramo socio-psicopedagogico. Si va al di là della descrizione dei disturbi alimentari, si parla direttamente di storie ed elementi concreti sul campo e su come agire. Qui, emerge che l’età media dell’esordio sintomatico in questa popolazione di ragazze anoressiche è di 17 anni e 9 mesi, mentre l’età media alla consultazione è di 21 anni e 2 mesi (in una gamma che va da gli 11 ai 37 anni), quindi dopo 3 anni e 7 mesi di cronicità. Sono dati che fanno riflettere, alquanto perché c’è da parte delle ragazze (sono pochi i casi di ragazzi con disturbi alimentari, l’11%) una tacita promessa con sè stesse di non parlarne con nessuno. Questo, perché molto spesso la loro scelta nasce da problemi legati con la famiglia. le famiglie di cui parliamo sono all’81 % dei casi, costituite da un genitore deceduto, nel 6 %, separate o monoparentali nell’8 % e ricostituite nel 4 %. Spesso i padri sono liberi professionisti, commercianti, imprenditori o dirigenti mentre le
madri sono per lo più casalinghe nel 34% dei casi o impiegate nel 33%.
L’analisi quantitativa delle relazioni interne alla famiglia risulta inattuabile con
strumenti come quello qui utilizzato del questionario, compilato sulla base dei resoconti
delle sedute, poiché è troppo difficile classificare le relazioni in categorie predefinite. Emerge dai risultati che molte mogli si adeguano ai bisogni dei coniugi e in percentuali minore il contrario. Inoltre, vi sono testimonianze di casi all’interno del libro di donne anoressiche pre e post matrimonio.
Quanto alle fratrie, i dati confermano quelli delle ricerche precedenti: nelle
pazienti anoressiche sono più frequenti le fratrie femminili rispetto a quelle con
fratello/fratelli maschi. 

Ciò che mi ha colpito di questo libro è il modo di aver condotto le ricerche, domandosi in continuazione da dove nasce questo disturbo e soprattutto indagandolo secondo la terapia familiare. E’ quasi strettamente logico che l’ambiente familiare incide fortemente sul vissuto personale dei discendenti e di conseguenza la presenza di un genitore affetto da disturbi, liti familiari o cause di decesso, possono spingere i figli a fare scelte malsane. Inoltre, tale disturbo rimane accentuato nelle donne per l’ossessiva ricerca dell’immagine che la società continua ad alimentare attraverso stereotipi di genere attenti al proprio aspetto fisico. Tale immagine si sta diffondendo anche nel genere maschile anche se l’uomo per propensione è più direzionato a forme antisociali e violente. Consiglio questo libro a tutti i colleghi del campo psicologico ed educativo. 

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