“Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna”- Massimo Recalcati

Titolo: Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna
Autore: Massimo Recalcati
Pagine: 140
Anno: 2011
Editore: Raffaello Cortina Editore

Il consueto appuntamento mensile con la rubrica “Appuntamenti pedagogici” cade come sempre il secondo mercoledì del mese. Oggi ospitiamo il libro del docente e psicanalista Massimo Recalcati dal titolo, “Cosa resta del padre? La paternità nell’epoca ipermoderna” edito dalla casa editrice Raffaello Cortina . La mia scelta per questo mese nasce da una lettura dello stesso autore che ho in corso, Il complesso di Telemaco, poiché il tema che egli affronta in entrambi ha scatenato in me una serie di riflessioni. 

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Con uno stile accademico e saggistico, Massimo Recalcati in questo piccolo libro ci descrive in maniera coincisa il ruolo del padre nell’epoca ipermoderna e di come oggi siamo quasi abituati a vederne decadere appunto la figura. Egli si interroga sulla funzione paterna in un’epoca apertamente in crisi. Rifacendosi in una prima parte, agli scritti e riflessioni di autori come Freud e Lacan, Recalcati delinea i tratti della personalità paterna spogliati degli stereotipi del passato ma che ad oggi appare indebolita. E’ chiaro che il messaggio che egli vuole lanciare, il quale sarà ancora più chiaro nella seconda parte con riferimenti letterari e cinematografici, è che siamo nel tempo dell’evaporazione del padre, il quale non si presenta più come una guida per i discendenti. 

Spinta dalla stima e completa complicità che ho instaurato con la casa editrice e Pia Ferrara, ho deciso di cimentarmi nella lettura di questo libro, poiché desideravo da tempo leggere qualcosa sulla figura paterna. Da sempre il padre viene descritto come il pater familias come colui che si occupa di portare i soldi e il pane a casa e come colui che trasmette l’eredità ai figli. Ad oggi si può dire che è ancora così? Con uno sguardo attento e abbastanza critico, l’autore riflette una situazione a dir poco diversa dal passato. In una società ipermoderna, il ruolo del padre appare marginale se non del tutto assente affettivamente e materialmente. La figura paterna viene analizzata attraverso le prospettive psicanalitiche di Lacan e Freud e ne viene fuori che i padri di oggi sono padri “assenti” privi di qualunque autorità e legame con i discendenti. 

“Per gli esseri umani, per gli esseri che abitano il linguaggio, non c’è possibilità di autosufficienza, non c’è verso di sfuggire alla dipendenza strutturale dall’Altro.
Noi siamo, in questo senso, una preghiera”.
 


Per tutta la prima parte non si fa altro che parlare del legame tra legge e desiderio, il quale nel nuovo Millennio è andato perduto. Recalcati si interroga se saremo in grado di riformulare una figura paterna in un periodo in cui essa è in declino e il lettore viene catapultato in un turbine di riflessioni sul versante psicologico. Le testimonianze di autori del campo filosofico e letterario ci permettono di comprendere a pieno la domanda centrale del libro, ovvero come trovare un esempio credibile dell’unione fra legge e desiderio. Il problema è che il padre non viene visto più come un testimone atteso da un figlio, non è più una certezza. Quindi, cosa resta del padre oggi se non una grande opera di castrazione? La cultura di oggi tende a cancellare ogni traccia delle culture locali, dei padri non vi sono tracce. Si abbatte l’imago paterna con un primo senso di sollievo, come se fosse una liberazione, analizzando acutamente il processo di evaporazione. Il padre viene visto come una cosa, una semplice presenza di cui si perde interesse, desiderio. Senza padre, dal punto freudiano, per il figlio non vi sono divieti e quindi, non vi sono i presupposti per la nascita del complesso di Edipo, la madre non diviene oggetto di desiderio. Viene a spezzarsi l’unione di legge e desiderio, come dice Recalcati:  “la Legge non è in opposizione al desiderio, ma è la sua condizione di possibilità. In questo senso la Legge dona la possibilità del desiderio che è già possibilità dell’avvenire, possibilità di staccarsi dalla Cosa immediata del godimento, dal godimento “uniano” (unien) della Cosa” (p. 37 ).

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#unboxingtime Miei cari follower, oggi mi è arrivato un pacco direttamente dalla casa editrice @cortinaeditore (@piaferrara ) che ringrazio ancora una volta per la disponibilità e fiducia che ripone nei miei confronti. Cosa resta del padre è un libro di Massimo Recalcati che ci delinea la figura del padre nella società di oggi. In verità ci fa comprendere come ad oggi il ruolo del padre sia decaduto e in parte sia stato smembrato dagli ideali e teorie del passato. In continuità con la mia lettura pedagogica del momento, "Il complesso di Telemaco dello stesso autore", tale libro si presenta come un'ottima continuità a livello tematico. #unboxing_id #unboxing #videoblog #video #videoftheday #view #massimorecalcati #raffaellocortina #books #bibliophiole #amantedilibri #corriereespresso #libridaleggere #reader #reviewer #reading #presentation #leggerechepassione #purpleroom #myplace

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In sostanza alla fine della lettura mi sono chiesta: E’ possibile superare questa crisi educativa? Si può essere genitori oggi? Di primo acchito, si avverte che i ruoli genitoriali come vengono descritti qui si sono invertiti, sono i genitori a desiderare di essere accuditi e a vivere con il terrore di non essere amati, sfuggendo al loro ruolo normativo. Siamo di fronte ad un ribaltamento dei processi sociali, dove non si fa altro che cercare di salvare la figura paterna, elemento chiave nella famiglia e società. Occorre però fare mente locale e capire cosa ne resta davvero, eliminando le caricature e le ideologie, cosa resta della sua identità? Il padre, oltre ad essere garante della trasfigurazione della vita biologica, cosa dona al figlio? Egli in realtà si fa garante del riconoscimento dell’altro come portatore di un nome proprio, particolare e che apre alla via del desiderio e dello sviluppo. 

Il padre è portatore di mistero, ricopre la figura di trasmettitore di un’identità fisiologica ed affettiva. Egli è il principio creatore dell’uomo e della natura, il ponte tra desiderio e consumo dell’oggetto. Quindi, il compito del padre di oggi diviene ancora più arduo, poiché egli deve svincolarsi dagli stereotipi che circondano la sua funzione e riconoscere il suo vero ruolo. Non si parla più di un padre/padrone ma di padri che hanno percorso una propria strada, donandoci la testimonianza morale di come dovrebbe essere una vita buona e ricca di desideri. Il tema della paternità mi sta molto a cuore e da lettrice, ho apprezzato lo stile manualistico e a tratti aulico di Recalcati, perché ti dona diversi spunti di riflessioni che ti fanno capire come sia difficile oggi rapportarsi con una figura paterna sana. Essere padri è molto difficile perché si lotta sempre tra l’essere il padre autoritario e il padre che dona sostentamento economico, tralasciando l’aspetto fondamentale: la presenza. Le testimonianze della seconda parte ci insegnano che un padre deve insegnare a vivere una vita desiderabile, dove ricercare uno spazio per la bellezza e dove ricercare il senso del proprio sè. Il padre non deve donare le risposte a tutto, anzi ci insegna a capire che il sapere non risolve mai tutto. Il padre deve insegnare a desiderare una vita, un amore e un lavoro. Ognuno deve ricercare le proprie radici nelle possibilità gli pone di fronte l’esistenza. Quindi, cosa rimane oggi del padre? A voi l’ardua risposta. 

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