“Dieci donne”- Marcela Serrano

Titolo: Dieci donne
Autore: Marcela Serrano
Pagine: 285
Anno: 2011
Editore: Feltrinelli

“I miei guai non sono miei, però mi ammazzano lo stesso. Mi domando come sia possibile che il dolore mi soffochi tanto se non ho intrecciato io nessuno dei suoi nodi”.

Approfittando della promozione della Feltrinelli che con 2 libri che regalavano il plaid del libro di Peter Pan, ho deciso di prendere oltre alla Meccanica del cuore (Recensione) Dieci donne di Marcela Serrano. Ho scelto quest’autrice perché ho sentito parlarne molto bene ed inoltre, amo leggere autori di diverse parti del mondo. Veniamo a noi.

Dieci donne parla di nove donne che vengono convocate da Natasha, una psicoterapeuta a parlare di loro. Ognuna racconta la propria storia e le ragioni per cui sono finite in terapia. Seppur diverse, seppur con storie diverse, esse hanno un unico filo conduttore: il dolore per la loro storia drammatica. In queste pagine ritroviamo una giovane ragazza che scopre la sua sessualità; una donna anziana che ha vissuto una vita spericolata; una giornalista di successo. Donne reali , donne sofferenti, donne di estrazione sociale differente. 

“Non importa. Prova ancora. Sbaglia ancora. Sbaglia meglio”.

Marcela Serrano viene definita dai critici l’erede di Sheherazade per la bellezza dei luoghi interiori che descrive nei suoi romanzi. In quest’opera, parla di queste nove donne così reali da far spavento. Ognuna di loro presenta un vissuto personale e particolarmente toccante e dalla penna dell’autrice cilena traspare una grande delicatezza. Ella con toni eleganti e allo stesso tempo crudi descrive nei minimi dettagli la vita di queste donne in terapia, scandagliando ogni singolo frammento della loro anima. Ogni storia presenta uno stile diverso, cambia il lessico, le pause e persino i dialoghi sono diversi da capitolo a capitolo, suscitando nel lettore suspense e curiosità. E’ difficile rimanere impassibili di fronte a certe emozioni e certe esperienze descritte. 

“Forse la soluzione è avere un piccolo progetto ogni giorno”.

Nel mio cuore sono rimaste molte donne tra cui: Luisa, vedova desaparecido che per trent’anni ha continuato ad aspettare il ritorno del marito; Layla, che non era mai riuscita prima di allora a raccontare che l’amore della sua vita, era il suo nemico e Lupe, adolescente lesbica sofferente per la sua sessualità. Come si può vedere capitolo per capitolo vengono affrontate tematiche importanti come la sessualità, le convenzioni, le vite spericolate, portando alla luce l’importanza di descrivere l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature. Seppur le donne protagoniste di questo romanzo siano di estrazione sociale ed ideologia politica differente, l’unica vera protagonista è la femminilità con la F maiuscola. Inoltre, la volontà di farcela è l’elemento che le accomuna insieme alla loro forza, forza che contraddistingue le donne che riescono a risorgere dai periodi neri come la pece. Sono quelle donne che non dimenticano di “Non  essere sole quando sono sole“.

Consiglio questo libro perché il lettore si ritroverà di fronte ad una lettura profonda, riflessiva e molto emotiva. Un libro che mi ha particolarmente colpito e che consiglio a chi presenta una profonda sensibilità, per comprendere storie con origini, professioni, età ed estrazione sociale differente. Tristezza ed emozioni a mai finire, grazie a donne come Francisca che perde sua madre e suo fratello e definisce ‘paralizzante’ la vita quotidiana, Manè che affronta la sua vecchiaia e combatte il mostro della solitudine,  Layla vittima di violenza che cresce questo figlio e  Guadalupe che vive il suo orientamento sessuale, il quale le provoca un profondo dissidio interiore. Un libro fuori dal comune. 

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