“La fabbrica degli immigrati”- Ivan Lasco

Titolo: La fabbrica degli immigrati
Autore: Ivan Lasco
Pagine: 153
Anno: 2018
Editore: Self publishing

“C’è soltanto una guerra che può permettersi il genere umano: la guerra contro la propria estinzione”

Eccoci con il primo appuntamento del 2020 con #fridaysforfuturebooks con chiara_sui_libri   Leggere e discutere di queste tematiche con altre persone e sempre molto stimolante, soprattutto se si tratta di un libro che parla dei problemi del mondo. La fabbrica degli immigrati è un libro che aprirà le menti dei lettori, ringrazio l’autore per avermi inviato una copia staffetta. 

In questo libro Ivan Lasco si chiede come sia possibile che le nostre scelte alimentari possano influenzare i flussi migratori e come riuscire a congiungere il fenomeno delle problematiche globali con l’alimentazione. Egli in questi capitoli pone l’accento sulla responsabilità che ognuno di noi ha in questo processo. L’intensificazione del fenomeno d’immigrazione è in crescita esponenziale proprio perché i due fattori sono sempre più interdipendenti.

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#unboxingvideo E anche questo 2020 sarà pieno di libri. Il pacco di stamani conteneva il libro di @ivan_lasco libro che mi è stato generosamente mandato da lui stesso. "La fabbrica degli immigrati" mette in luce come le nostre scelte alimentari possano essere il frutto dei flussi migratori. In questo libro si congiungono i due fenomeni su cui il pubblico è sempre più focalizzato: il fenomeno migratorio e il discorso sull'alimentazione. Ci si chiede quale sia il contributo e la responsabilità che ognuno di noi ha. Io l'ho iniziato poco fa e mi sto appassionando sempre più e ne parlerò con @chiara_sui_libri e le ragazze nel gruppo di lettura per #fridaysforfuturebooks — #lafabbricadegliimmigrati #immigrati #immigrazione #ivanlasco #alimentazionesana #immigrazioneclandestina #lettureinteressanti #lettureconsigliate #consiglidilettura #letturaincorso #passionelettura #librinuovi #libridaleggere #bookblogger #bookstagrammer #bookworm #books #future #supermarket #alimentacion #immigration

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Innanzitutto, c’è da sottolineare che chi si approccia alla lettura del libro di Ivan Lasco rimarrà sorpreso dalla scorrevolezza e chiarezza dei messaggi che egli cerca di trasmetterci. Lo stile del saggio è chiaro e pieno di nozioni che permetteranno al lettore di avere una visione iniziale a chi si deve approcciare per la prima volta ad una lettura sulla situazione odierna. I dati, le statistiche, gli schemi sono esplicative dei risultati che le nostre azioni hanno sul nostro pianeta. Tuttavia, avrei curato meglio le immagini relative ai grafici perché non appaiono chiare a causa di sfocature e avrei approfondimento ancora di più il tema della migrazione. Egli parte dal descrivere il fenomeno di immigrazione, ponendo l’accento attraverso numeri e grafici sulla distinzione tra migrati per cause conflittuali e cause ambientali. Successivamente collega tale fenomeno con le nostre scelte alimentari, mettendo in risalto la scelta abitudinaria dei soggetti di consumare prodotti carnei. Tale scelta causa un danno enorme al nostro pianeta, poiché per l’allevamento e preparazione di tali prodotti vi è un consumo di risorse primarie indescrivibile che supera i limiti del possibile. La scelta del consumo di carne comporta un peggioramento nella condizione climatica del pianeta, perché vi è un consumo ed inquinamento d’acqua che non comporterebbe il consumo di altri prodotti. 

Ad oggi, con quello che si sente dire sui giornali, con la protesta e presa di posizione di Greta Thunberg, la società è ben informata di come le nostre scelte alimentari possano avere un’incidenza sui flussi migratori. Molti fanno finta di non sapere per non essere costretti a cambiare le proprie abitudini, altri sanno ma hanno paura ed altri sanno ma non sanno come agire. Vi è un bisogno generale di agire quotidianamente al miglioramento del proprio habitat e di abbandonare i consigli delle svariate diete che suggeriscono di consumare piccoli passi in più ore del giorno. Oggi alimentarsi è più un business che un bisogno, sono tutti pronti a consigliare cosa mangiare e cosa non mangiare. E’ una moda. L’alimento è un prodotto finanziariario, sottoposto alle scelte di mercato con incidenza negativa sulle famiglie dei paesi in via di sviluppo e sull’economia familiare e del paese. Se si pensa al momento non lo si pensa più diviso tra paesi più sviluppati e meno sviluppati ma come un unico mondo in pericolo che potrebbe scomparire. 

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Le scelte dei consumatori comporta pericoli enormi come l’emissione dei gas per l’allevamento, il consumo d’acqua per abbeverare le mucche e per produrre chili di manzo. Ciò comporta un’innalzamento delle temperature e del livello del mare, mare sempre più inquinato di plastica monouso che sta uccidendo la fauna marina. Vi è un continuo consumo, spreco ed inquinamento da parte dell’uomo che non se rende nemmeno conto. In quanto consumatore, ogni essere umano favorisce o sfavorisce le modalità di produzione e la produzione stessa dei prodotti. Scegliere alcuni prodotti rispetto ad altri dice Lasco significa favorire il land grabbing (accaparramento delle terre), fenomeno che si rivela negativo per i Paesi poveri, a cui si sottraggono terre a costi davvero bassi, favorendo così lo schiavismo. Una sola scelta moltiplicata per miliardi di scelte simili comporta una modifica dell’habitat e dell’economia mondiale, favorendo la migrazione. 

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Nella fabbrica degli immigrati, l’autore tende a sensibilizzare l’uomo nei confronti delle sue scelte, non tende a consigliare un alimento per un altro perché non vuole essere un guru alimentare ma cerca di farci capire che viviamo in un momento critico. Si deve cercare insieme di arrivare ad una risoluzione dei problemi globali ad un sensibile cambiamento delle abitudini di ognuno di noi. Ognuno può contribuire notevolmente alla salvaguardia del pianeta che in fondo è abitato da noi. Abbiamo la responsabilità del nostro pianeta e quindi bisogna prendere provvedimenti, che sin ad ora sono stati adottati da parte dei Governi mondiali con numerose informazioni e spunti riflessivi. La fabbrica degli immigrati è un libro che va letto e divulgato per permettere a coloro che ancora non lo sanno che vi è l’estrema emergenza di guardare in modo diverso il fenomeno migratorio, incoraggiando ad aprire le menti verso una visione globale degli avvenimenti mondiali. Vi lascio con una mini intervista dell’autore.

INTERVISTA 

1) Iniziamo come di consueto ossia con la fatidica domanda: Chi è Ivan Lasco? Che percorso di formazione hai seguito?

Ivan Lasco è una persona che cerca di migliorarsi, crescere con umiltà e desiderosa di rendersi utile. Per lo più autodidatta, mi piace leggere saggi di ogni genere e mi piace variare spesso argomenti.

2) Qual’è stato il tuo primo approccio con la scrittura?

Mi è sempre piaciuto scrivere, in quarta elementare ricordo che vinsi il primo premio ad un concorso di poesia: “Io vorrei…” Era il titolo imposto dal concorso. Ultimamente tramite il sito ilmiolibro.it ho pubblicato una storia breve dal titolo “la storia di Gennarino”, mentre “La Fabbrica Degli Immigrati” é stato il mio primo libro (testo lontano questa volta da poesie e romanzi).

3) La fabbrica degli immigrati. Come mai questo titolo e perché la scelta di parlare di questo tema?

“La Fabbrica Degli Immigrati” è un titolo che vuole essere provocatorio, in quanto in qualche modo smentisce l’opinione comune, ovvero che siamo estranei al fenomeno migratorio nei Paesi più poveri, in qualche modi invece ne siamo la principale causa.

4) Il sottotitolo recita: Dal supermarket alla tavola, le nostre scelte producono immigrazione. Secondo te quanto potere hanno le nostre scelte alimentari sui cambiamenti climatici di oggi? E quali scelte più salutari dovremmo applicare tutti?

Il sottotitolo anticipa il tema principale del manoscritto, infatti ogni essere umano su questo pianeta mangia più volte al giorno, azioni che inevitabilmente influiscono direttamente ed indirettamente sull’equilibrio del pianeta. Non ho discusso delle scelte più o meno salutari e non mi espongo su questo tema in quanto non sono un medico. Ho voluto documentare però, ad esempio, come un’alimentazione basata su cibi carnei, inevitabilmente penalizzi il fabbisogno calorico mondiale.

5) Sulla scelta dei nostri alimenti, quanto pensi i social network e le pubblicità influiscono?

Credo che i social network e la pubblicità influiscono su ogni aspetto della nostra vita, compreso il modo, la quantità i prodotti di cui ci alimentiamo.

6) Se i biocarburanti sono una scelta che da possibilità diventano problema, quale potrebbe essere una scelta più sana?

Bella domanda. Non volendo fare un discorso alla Greta Thunberg (che suggerisce semplicemente di non muoversi con alcun mezzo di trasporto) in questo periodo é alquanto difficoltoso esprimersi a riguardo. Questo perché non esiste ancora un mezzo di trasporto completamente ecologico, anche le famose automobili elettriche sono dipendenti dal litio, un elemento che viene estratto come tutti i minerali, e per ora con l’ausilio di macchinari non elettrici. Credo che a lungo andare le auto elettriche siano comunque la soluzione più ecologica, ma per ora mi limiterei a consigliare l’uso dei mezzi pubblici il più possibile, se necessario usare l’automobile, usarla portando più persone possibili quindi evitando che l’auto venga usata per il trasport di una sola persona alla volta (quando possibile) o l’utilizzo del treno ad alta velocità preferendolo agli aerei (ovviamente quando è possibile).

7) Com’è nato il blog La fabbrica degli immigrati e cosa fate di effettivo per contrastare le tematiche esposte nel libro?

Il blog “La Fabbrica Degli Immigrati” è nato con la seconda edizione del libro. Ha come obbiettivo quello di tenere aggiornato chi interessato alle tematiche ambientali e fornire news interessanti e stimolanti sul tema delle scienze politiche in generale. Per ora il blog si limita a dare più informazioni su questi temi perché alla base del cambiamento penso sempre che ci sia la consapevolezza. In futuro mi auguri che la pagina diventi un punto di riferimento per le persone che direttamente o indirettamente vogliono contribuire al cambiamento.

8) Quanto tempo hai impiegato per raccogliere il materiale e ultimare la stesura del saggio?

Posso dirlo certezza, ma per il reperimento del materiale, delle informazioni e la stesura della prima edizione del libro, ho impiegato circa un anno. A fine anno 2019 ho voluto aggiornare il testo con dati più recenti e arricchirlo con altri argomenti. Dal primo dicembre 2019 infatti il libro é disponibile sia in versione cartacea che elettronica.

9) Com’è nata la passione per il tiro con l’arco e come mai la decisione di diventare istruttore?

Ho partecipato al concorso per frequentare il corso istruttori di armi e tiro (non con l’arco) della Polizia di Stato. L’idea di poter essere formato in qualità di istruttore, e poter quindi contribuire alla formazione del personale della Polizia in Italia mi allettava. Una volta vinto il concorso e superato il corso, mi sono qualificato come istruttore. Dover imparare a parlare in pubblico mi ha portato fuori dalla mia “zona di comfort”. Credo sia importante per poter crescere, sfidare se sempre se stessi, e fissare piccoli o grandi obbiettivi, sforzandosi di raggiungere ogni volta un nuovo traguardo.

10) Progetti futuri? Scriverai altri libri?

Progetti futuri sono veramente tanti, forse troppi, tra cui la stesura di un nuovo libro. Ho bisogno di dare priorità però ad alcuni piani, e purtroppo mettere in standby altri, perché per esperienza ho imparato che se non ottieni quello che volevi, significa che non lo volevi abbastanza.


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