“Una verità rubata”- Rosa Maria Mauceri

Titolo: Una verità rubata, un racconto a voce alta
Autore: Rosa Maria Mauceri
Pagine: 243
Anno: 2020
Editore: Independently published

Sono stata contattata mesi fa dall’autrice che mi chiedeva di recensire il suo libro per far conoscere la sua storia. Ad oggi, credo che quella a giovarne sono stata io perché mi ha arricchito profondamente. Inoltre, il libro mi piace per come è stato curato nello stile all’interno e nei piccoli dettagli che mettono in secondo piano lo stile linguistico attingente al quotidiano.

Rosa è una bambina nata in una famiglia difficile. Suo padre biologico, “l’Individuo”, è un uomo che fa vivere lei e la sua famiglia nella paura: prima dei figli, aveva portato con sé all’inferno la moglie Filippa, la madre di Rosa, in una Sicilia degli anni sessanta ancora culturalmente arretrata. Rosa cresce in una clima di ansia e pericolo, data la violenza quotidiana con cui convive. Crescendo, Rosa prova tuttavia a dare il meglio di sé e non tarda nel mostrare il suo carattere ribelle; negli anni prova a crearsi una vita in Sicilia, luogo che poi abbandonerà ma a cui rimarrà sempre legata. È solo da adulta che riuscirà ad avvicinarsi davvero alla mamma Filippa e a conoscere la sua storia. Così, un giorno la mamma le racconta non solo dell’Individuo e di come sia finita ad essere sposata con un uomo tanto spregevole, ma anche di una gravidanza finita male. Il nome della bambina creduta morta è Rosa Antonina; eppure, man mano che indaga, Rosa, che porta lo stesso nome della sorella, capisce che lei è viva e che dietro la sua sparizione c’è qualcosa di terribilmente sbagliato…

A volte non è semplice esprimere il proprio parere quando si parla di un libro che tratta una storia vera, soprattutto quando la storia ti tocca veramente il cuore. Rosa Maria Mauceri con un linguaggio poco articolato ci racconta la sua infanzia, il suo rapporto con colui che chiama l’Individuo e il rapporto ad oggi nuovo con la madre. Dopo anni riesce a ritrovare la madre Filippa, quella stessa madre che ha dovuto subire sofferenze inimmaginabili e ci parla a cuore aperto di questa sorella, creduta morta che porta in parte il suo nome Rosa Antonina. Dalla seconda parte, difatti, parte la narrazione dell’indagine eseguita da lei in primis e in secondo luogo dal commissario, amico di Rosa che cercano di far chiarezza sulla situazione della sorella. Pagina dopo pagina, senza fermarmi sono entrata in connessione con la scrittura di Rosa Maria, la quale si mette a nudo e ci mostra la sua anima tramite gli episodi di violenza narrati. Una storia coinvolgente e scorrevole nella quale purtroppo molte persone potrebbero rispecchiarsi; una storia di ricerca e di rivincita, una storia dove i buoni ricercano un riscatto. I leitmotiv di questa storia sono gli stessi con cui lottiamo ogni giorno: la violenza contro le donne, il superamento degli stereotipi, la ricerca della verità e della giustizia. Tutti obiettivi onorevoli ma che faticano ad oggi ad essere rispettati da molti ed è doloroso vedere come i soprusi maggiori si nascondano dietro le mura domestiche.

Ciò che appare visibile immediatamente è come l’autrice con questo libro abbia avuto bisogno di mettere nero su bianco la sua storia e di farlo senza far uso di inutili orpelli ornamentali. Ella scrive come un flusso in piena, connessa completamente al suo animo e guidata dal suo cuore, ci porta prima in viaggio verso il passato per capire dove tutto è incominciato per poi riportarci al presente. Quel presente fatto di speranza e di inganni da parte di coloro che hanno cercato di approfittarsi della situazione e della bontà di Rosa; un presente fatto di dolore perché Rosa Antonina ancora non è stata trovata; un presente che merita di ridare indietro a Filippa la sua bambina che l’è stata strappata. Sono rimasta particolarmente colpita dal libro “Una verità rubata” innanzitutto per la copertina raffigurante documenti che si intrecciano come pezzi di uno stesso arazzo che non trova una fine. Una copertina che racchiude un romanzo che ha il sapore della verità e del dolore ma che contiene anche parole di coraggio, perché Rosa Maria ne ha da vendere e non si ferma davanti a nessuno. Una storia che ci riporta alle tradizioni e pregiudizi del passato che ancora oggi popolano alcuni paesini e mentalità; odori e colori della mia amata Sicilia, torbida in quegli anni. La storia personale di Rosa Maria ha gli ingredienti giusti per conquistare il pubblico, perché la determinazione dell’autrice nel scovare la verità, rende la storia di fronte al lettore genuina e degna di essere letta. Una storia indimenticabile che spero possa ottenere il suo lieto fine.

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