“L’evento”- Annie Ernaux

Titolo: L’evento
Autore: Annie Ernaux
Pagine: 120
Anno: 2019
Editore: L’orma Editore

Per il mese tematico del GDL di Titti, #bioletterarie, ho deciso di leggere due libri di Annie Ernaux. Il secondo di cui vi parlerò è “L’evento“, che ho letto in digitale.

Ottobre 1963: una studentessa ventitreenne è costretta a percorrere vie clandestine per poter interrompere una gravidanza. In Francia l’aborto è ancora illegale – la parola stessa è considerata impronunciabile, non ha un suo «posto nel linguaggio». “L’evento” restituisce i giorni e le tappe di un’«esperienza umana totale»: le spaesate ricerche di soluzioni e la disperata apatia, le ambiguità dei medici e la sistematica fascinazione dei maschi, la vicinanza di qualche compagna di corso e l’incontro con la mammana, sino al senso di fierezza per aver saputo attraversare un’abbacinante compresenza di vita e morte. Calandosi «in ogni immagine, fino ad avere la sensazione fisica di “raggiungerla”»,

Nei libri di Annie Ernaux vengono trattati sempre temi scottanti ma estremamente attuali che oggigiorno meritano un’attenzione particolare. Nel libro l’evento, ella ci parla degli anni 60′, anni di ribellione, di confusione, di aborti clandestini e di lotta; siamo in Francia dove l’aborto è illegale e vige una società maschilista e patriarcale, dove la donna ha un ruolo ancora dubbioso. Annie Ernaux ha la capacità di partire da una cronistoria personale, rendendo un avvenimento individuale come quello dell’aborto, una testimonianza accessibile a tutti. Ella interroga la memoria come strumento di conoscenza del reale, donando voce alle donne esclude dalla storia e aprendo uno spazio letterario per raccogliere testimonianze. Il punto di forte del libro sta nel trasferire nelle parole, le sensazioni emotive e corporali della stessa autrice che combatte contro i silenzi, contro i ricatti e le ipocrisie del tempo, svelandoci un episodio forte del suo mondo personale. Ernaux si immerge nel suo passato e ne ricava materiale per la collettività per donarci una storia che unisce vita e morte, legge e morale, madri e non madri. Chi ha vissuto gli anni 60′ sa cosa vuol dire vivere in un contesto in cui l’aborto sia illegale, vivendo nella costante paura di vivere un’esperienza del genere da sola, lottando con la paura della famiglia e con la paura della morte per le scarse condizioni mediche.

“La natura continuava a lavorare meccanicamente nell’assenza”.

L’evento è un libro crudo, che racconta la sua vicenda con una prosa efficace, appassionata ma allo stesso tempo senza sdolcinature, anzi scrive con un certo distacco ma accuratezza nel ricreare il clima dell’epoca. Siamo negli anni 60′ ricordiamocelo, senza storcere il naso, periodo dell’ipocrisia, dei ginecologi a doppia faccia, della legalizzazione dell’aborto; l’obiettivo dell’autrice è di donarci un ritratto fedele della società francese dell’epoca, classista e maschilista, che impedisce, con una legge, alle donne di abortire e punisce duramente i medici dissidenti. Il libro fondamentalmente sintetizza perfettamente il pensiero della classe medica filo-cattolica e quindi, vi consiglio di leggerlo perché è una lettura dai mille significati e che ci parla di un tema che ancora oggi appare come un tabù.

ANNIE ERNAUX 🖋️
(Lillebonne, Seine-Maritime, 1940) scrittrice francese. Di famiglia operaia, ha vissuto fino all’adolescenza in Normandia, mantenendo in seguito un forte legame con l’ambiente sociale d’origine e le tematiche della differenza di classe. Ha esordito con il romanzo Gli armadi vuoti (Les Armoires vides, 1974), nella tradizione del realismo sociale, cui è seguito Il posto (La place, 1984), ricostruzione del proprio ambiente familiare. Nei romanzi successivi ha continuato a indagare, in un linguaggio «vero», che si vuole oggettivo e depurato da evasioni stilistiche o di finzione romanzesca, i luoghi e le sensazioni della propria autobiografia al femminile: Passione semplice (Passion simple, 1991), La vita esteriore (La vie extérieure, 2000, nt), Perdersi (Se perdre, 2001, nt), L’uso della foto (L’usage de la photo, 2005, nt), L'altra figlia (L'autre fille, 2016). Gli anni (Les années, 2008), pubblicato da L'orma nel 2016, è vincitore del Premio Strega Europeo 2016 e finalista del Premio Sinbad 2015 - Narrativa straniera. Con L'Orma ha pubblicato Memoria di ragazza (2017), La vergogna (2018) e La donna gelata (2021).

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